AREZZO – Oh, questa è di quelle storie che fanno dire: “Ma ‘ndo siamo arrivati?”. La faccenda parte da inizio aprile, ma nei dintorni aretini silenzio tombale, come se nulla fosse. E invece qualcosa è successo eccome: Andrea Scanzi, penna nota de Il Fatto Quotidiano e volto televisivo, s’è stufato dei leoni da tastiera e stavolta ha deciso de passare all’incasso.
Un 76enne de Salgareda, su nel Trevigiano, s’è lasciato andare a un commento poco elegante sotto un post Facebook che annunciava la presenza de Scanzi in tv su La7. Una frase di troppo, di quelle che se scrivono de pancia e poi te fanno sudà freddo. E infatti: richiesta danni, bella precisa, 2.500 euro. Così, senza tanti giri.
Il vecchietto, che tanto vecchietto poi non è quando scrive certe cose, ha cancellato tutto e chiesto pure scusa. Ma stavolta pare che non basti. L’avvocato, Mauro De Lucca, lo dice chiaro: “Errore c’è stato, inutile giracci intorno. Però oh, abbiamo chiesto scusa, che volete de più?”. E invece pare che la questione voglia finì davanti al giudice, senza sconti.
E mica è la prima volta, eh. Già in passato lo stesso signore aveva punzecchiato Scanzi durante una puntata de La Zanzara. Lì la richiesta era pure più salata: 7.500 euro. Poi era finita a tarallucci e vino (e scuse scritte). Stavolta invece aria diversa, più seria.
C’è chi dice che Scanzi ormai abbia preso la linea dura: chi offende paga. E pure salato. Un modo, dice qualcuno, per mette un freno a chi sui social parla senza pensà. Perché oh, tra amici al bar puoi anche sbottare, ma su Facebook è tutta un’altra storia.
Morale? Prima de scrivere, conta fino a dieci. O anchde venti. Perché tra un “invio” e un bonifico da 2.500 euro il passo è più corto de quanto pensi.


