AREZZO – Dopo aver conquistato l’attenzione internazionale con un inglese capace di piegare le leggi della grammatica e forse anche quelle della fisica, Marco Donati torna sulla scena politica con una nuova ambiziosa sfida: diventare sindaco di Arezzo.
L’ex deputato della XVII legislatura (2013–2018), eletto con il Partito Democratico in Toscana, è noto per il celebre botta e risposta con Le Iene, in cui riuscì a rispondere alla domanda “How long do you think this government will last?” con una raffinata costruzione diplomatica: “It’s possible that… it’s possible”. Una risposta che, secondo alcuni analisti, è ancora oggi considerata la più accurata previsione politica mai formulata.
Durante l’intervista, Donati aveva anche introdotto al mondo accademico il concetto di “illegislature”, termine che molti linguisti stanno ancora cercando di tradurre, mentre altri preferiscono accettarlo come stato dell’essere.
Ora, a distanza di anni, Donati si prepara a una competizione che si preannuncia complessa contro il sindaco uscente Alessandro Ghinelli, soprannominato “l’Americano” (non solo) per la sua apparente padronanza della lingua inglese, caratteristica che rischia di creare uno scontro diretto sul piano linguistico oltre che politico.
Fonti vicine alla campagna elettorale riferiscono che Donati avrebbe già pronto il programma: “Three months. Or maybe months. It’s possible.” Una strategia comunicativa che punta tutto sulla flessibilità semantica e sull’assenza di vincoli sintattici.
Gli elettori aretini sembrano divisi: c’è chi apprezza la sincerità del candidato (“My English is very bad” è stato definito il momento più umano della politica italiana degli ultimi vent’anni) e chi teme che, in caso di vittoria, i consigli comunali possano essere tradotti simultaneamente in “amount”.
Nel frattempo, Donati avrebbe rassicurato i sostenitori: “Respond to your demand, sempre”. Anche se nessuno ha ancora capito esattamente quale fosse la demand.


