Arezzo, roba vista, filmata e da riraccontalla al bar con du’ risate e mezzo caffè sul tavolino. Davanti al Palazzo di Giustizia di Arezzo, dove di solito vedi avvocati di corsa e gente con le carte in mano, stavolta è comparsa lei: una vecchia Panda, tranquilla come se fosse in campagna… ma sulle scale.
Sì, hai capito bene: sulle scale.
Nel video, che gira già tra telefoni e gruppi WhatsApp come fosse il tormentone dell’estate, si vede ‘sta Panda che piano piano, con una calma olimpica, si mette a scende i gradini. Mica a razzo, no: adagio, come quando vai giù da un viottolo sterrato e non vuoi grattà il fondo. Solo che qui non è un viottolo… son scale vere.
Ora, le versioni so’ due, e tutte e due fanno ride uguale.
La prima: il guidatore voleva fa’ il furbo. “Oh, di qui si taglia, si arriva prima”, avrà pensato. E giù per le scale, manco fosse una scorciatoia segreta conosciuta solo dai locali. Peccato che non era proprio pensata per le macchine, e si vede.
La seconda versione, forse ancora più saporita: la Panda sarebbe rimasta incastrata, chiusa da un’altra auto. E allora, niente manovre impossibili o retromarce da maestro… giù per le scale e via, come soluzione creativa all’italiana.
Nel video si sente pure qualcuno che commenta, tra il divertito e l’incredulo: roba tipo “ma dove va?” oppure “ora da una grattata, spaccatutto il davanti!”. E la Panda, impassibile, continua la sua discesa, gradino dopo gradino, come se fosse la cosa più normale del mondo.
Alla fine non si sa se ridere, applaudire o chiamare il carro attrezzi in anticipo. Di sicuro, è una di quelle scene che solo da noi: un mix di ingegno, improvvisazione e un pizzico di “vabbè, proviamo”.
E la Panda? Beh, lei conferma la leggenda: non sarà elegante, ma dove la metti… ci va. Anche giù per le scale.

