A una settimana dalla promozione in Serie B, l’Arezzo è chiamato alla prima gara della poule scudetto. La società, in vista dell’inizio dei lavori allo stadio, ha chiesto di giocare in casa la prima partita e il sorteggio ha assegnato il Vicenza. Il Benevento sarà invece affrontato in trasferta.
Bucchi schiera una formazione inedita, nella quale è presente un solo giocatore, Mawuli, dell’undici titolare delle ultime tre gare di campionato. Dall’altra parte Gallo si affida alla formazione migliore. Il cammino in campionato delle due contendenti è stato molto diverso, con i veneti autentici dominatori del girone, matematicamente promossi da oltre un mese e già dall’inverno con un vantaggio tale da non lasciare dubbi sull’esito finale, ma solo sul momento dei festeggiamenti. L’Arezzo, invece, ha avuto un calo che ha permesso all’Ascoli di mettergli pressione fino all’ultimo minuto dell’ultima partita.
Domenica si è vissuta l’apoteosi con la promozione e la “sbornia” di felicità che ha contagiato tutti è durata per l’intera settimana.
Le parole dal fronte Vicenza
Nel video, l’intervista a Corrado Ferretto, direttore di Biancorossi.net, che analizza la sfida e il significato della promozione per due piazze dal passato difficile.
“È una festa perché sono due società che vengono da anni molto sofferti e tribolati.”
Certo, non fa mai piacere perdere, e tanto meno subire cinque reti tra le mura amiche, ma se la scoppola doveva arrivare, meglio oggi — quando si sapeva che si sarebbe festeggiato comunque — piuttosto che in una gara in cui i punti contano davvero.
Le reti
38’ pt: Morra porta in vantaggio gli ospiti approfittando di una palla deviata da Renzi che resta nelle vicinanze. Il numero 9 non ha difficoltà a superare Trombini.
42’ pt: passaggio di testa troppo corto di Gigli verso Trombini e Morra firma la doppietta.
23’ st: due tiri a botta sicura del Vicenza vengono respinti ottimamente da Trombini, che però nulla può sul tiro di Stuckler.
25’ st: colpo di testa di Gigli su cross perfetto da calcio d’angolo di Di Chiara. L’Arezzo accorcia.
30’ st: lancio lungo del portiere Gagno sul quale i due centrali amaranto non chiudono bene, lasciando Stuckler solo davanti a Trombini, che non può nulla sul tiro preciso dell’attaccante.
43’ st: seconda rete dei padroni di casa con Di Chiara, che calcia una punizione concessa per fallo di Leverbe su Pattarello. Il tiro, deviato da Capello, termina sotto la traversa.
47’ st: il tiro di Vitale viene deviato da Casarosa nella propria porta: è il gol del definitivo 5-2 per gli ospiti.
Oggi si è giocata l’ultima gara nel Comunale così come eravamo abituati a conoscerlo e frequentarlo. Tra pochi giorni si aprirà il cantiere che, entro il 2030, consegnerà alla città un impianto completamente nuovo e al passo con i tempi. Il “Città di Arezzo” era ormai vetusto da troppo tempo: modifiche parziali lo hanno trasformato in un insieme poco armonico, con una pista di atletica — costruita nel 1961 anche in funzione delle Olimpiadi del 1960 — ormai inutilizzata da anni e resa ancora più penalizzante dalla costruzione della Curva Sud, che ne ha compromesso struttura e funzionalità.
Già dal prossimo campionato ci sarà una novità importante: il terreno di gioco sarà avvicinato di 11 metri alla tribuna. Una visuale finalmente migliore e uno stadio che, pur in versione cantiere, potrà garantire un maggiore coinvolgimento del pubblico.
E l’ultima partita in questo stadio non poteva che essere contro il Vicenza, compagno di sventura nel 2018, quando entrambe le società fallirono. Il Vicenza ripartì con il titolo trasferito dal Bassano di Renzo Rosso (patron della Diesel e tuttora presidente), mentre il 6 maggio 2018 La Cava acquistò l’Arezzo dai curatori fallimentari. I veneti furono promossi in Serie B nel campionato 2019-2020, ma senza festeggiamenti a causa della sospensione del torneo. Tornarono poi in Lega Pro due stagioni dopo. In questa stagione, le due “Città dell’Oro” si sono ritrovate accomunate dalla stessa gioia: la promozione in Serie B.
Al termine della partita, la premiazione della squadra da parte della Lega Pro e poi ancora festa, con uno stadio che non accennava a svuotarsi.


