AREZZO – È stata archiviata dalla Procura di Arezzo la vicenda di Choco, il cane di 14 anni investito e ucciso da un automobilista poi fuggito senza fermarsi. Secondo gli inquirenti, infatti, “non è dimostrabile che il conducente volesse eliminare il cane”, anche perché “in quel tratto investire qualcosa è praticamente inevitabile: cinghiali, piccioni, pensionati col cane e monopattini”.
La tragedia risale alla mattina di Pasquetta, quando Leonardo Magi stava passeggiando con Choco libero dal guinzaglio. A quel punto sarebbe sopraggiunta un’auto grigia che, dopo una breve decelerazione “utile soprattutto a prendere meglio la mira”, avrebbe travolto l’animale per poi allontanarsi.
Determinante la ricostruzione degli investigatori: “L’automobilista ha rallentato, accelerato e colpito il cane, ma nel traffico cittadino sono manovre assolutamente compatibili anche con chi cerca parcheggio”.
La Procura ha inoltre chiarito che l’uccisione colposa di un animale non costituisce reato, mentre la fuga dopo l’investimento comporta solo una sanzione amministrativa. “In pratica”, spiega un legale, “se investi un cane e scappi rischi meno che lasciare la Panda in doppia fila davanti al Conad”.
Grande amarezza da parte delle associazioni animaliste, che promettono battaglia: “Chiediamo giustizia per Choco e per tutti gli animali investiti da automobilisti con la stessa sensibilità emotiva di Google Maps”.
Nel frattempo il proprietario ha fondato la “Fondazione Choco”, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica. E soprattutto convincere il legislatore che “forse investire un cane e andarsene ridendo non dovrebbe essere classificato come semplice inconveniente stradale”.


