AREZZO – In una campagna elettorale ormai sommersa da parole come “rigenerazione urbana”, “resilienza”, “visioni partecipate” e “mobilità sostenibile”, qualcuno ad Arezzo avrebbe deciso di tornare alla comunicazione politica essenziale. Molto essenziale.
È comparsa infatti sopra una porta interna dell’officina LFI di Pescaiola una scritta destinata a dividere l’opinione pubblica, accendere il dibattito e probabilmente provocare almeno tre post indignati su Facebook scritti interamente in maiuscolo: “VOTA LA PASSERA”.
Una frase secca, incisiva, immediata. Secondo alcuni una provocazione goliardica degna delle migliori officine ferroviarie italiane; secondo altri il primo slogan davvero comprensibile dopo settimane di programmi elettorali da 84 pagine scritti come una tesi di urbanistica.
La scritta, rinvenuta sopra l’architrave di una porta interna, avrebbe immediatamente attirato l’attenzione di operai, curiosi e politologi da bar. “Finalmente uno slogan che arriva dritto al punto”, commenta un pensionato. “Non ho capito se è satira, nostalgia o una lista civica”.
C’è già chi parla di sessismo, linguaggio inappropriato e deriva culturale. Ma all’interno dell’officina sembrano tranquilli: “Negli anni Ottanta c’erano i calendari appesi ovunque, oggi al massimo resta l’architettura motivazionale ferroviaria”, spiega un dipendente sorridendo.
Nel frattempo la scritta starebbe diventando meta di pellegrinaggi ironici e selfie elettorali. Alcuni cittadini avrebbero persino chiesto se “La Passera” sia candidata sindaco o almeno assessore ai trasporti.
Gli esperti di comunicazione politica osservano con interesse il fenomeno: “In mezzo a slogan tutti uguali su sostenibilità e inclusione – spiega un analista – questo è l’unico messaggio che gli aretini ricordano davvero dopo cinque secondi”.
Fonti non confermate sostengono che diverse liste civiche starebbero pensando di adeguarsi con slogan altrettanto diretti. Tra le proposte circolate nelle ultime ore: “Meno rendering, più fiaschi”.
In un clima politico pieno di acronimi, masterplan e rigenerazioni sostenibili, all’officina LFI qualcuno avrebbe semplicemente scelto la via più antica della comunicazione italiana.
Del resto, in tempi di politica senz’anima, anche una scritta col gesso sopra una porta riesce ad apparire più sincera di molti manifesti elettorali.
Foto: Felice Rogialli


