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Sondaggio ad Arezzo: 800 rispondono, 2.840 riattaccano. “Finalmente un dato davvero rappresentativo”

Tra sondaggi “scientifici”, osservatori artigianali e maggioranze silenziose, ad Arezzo la vera campagna elettorale ormai si combatte nei commenti Facebook

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Sondaggio ad Arezzo: 800 rispondono, 2.840 riattaccano. “Finalmente un dato davvero rappresentativo”

Tra sondaggi “scientifici”, osservatori artigianali e maggioranze silenziose, ad Arezzo la vera campagna elettorale ormai si combatte nei commenti Facebook

AREZZO – Il vero vincitore del sondaggio sulle comunali 2026 non sarebbe né il centrodestra né il centrosinistra. Secondo gli esperti, a trionfare con percentuali bulgare sarebbe invece il cittadino aretino che, vedendo comparire sul display un numero sconosciuto, urla “un mi rompete le scatole” e riattacca.

Il sondaggio commissionato realizzato da EMG ha infatti coinvolto 3.640 persone, ma soltanto 800 hanno accettato di rispondere. Un tasso del 22% che, secondo alcuni osservatori, “è già più alto della fiducia media negli esseri umani dopo le 18 in tangenziale”.

Sui social il dibattito si è immediatamente trasformato in una gara di interpretazioni creative: chi lo definisce “scientifico”, chi “farlocco”, chi “pilotato”, chi “addomesticato”, chi “non registrato sul sito giusto” e chi invece sostiene di avere “un osservatorio artigianale gratuito” molto più preciso degli istituti professionali.

“Secondo me Donati è al doppio”, scrive qualcuno. “Secondo me Ceccarelli è avanti”, ribatte un altro. “Secondo me la vera maggioranza è silenziosa”, aggiunge un terzo. In pratica, ad Arezzo il dato più stabile resta il “secondo me”.

“Il sondaggio è serissimo”, spiegano gli analisti, “anche se presenta qualche dettaglio curioso. Ad esempio i voti ai candidati coincidono quasi perfettamente con quelli delle liste collegate. Una cosa così precisa che neanche alla tombola di Natale quando il nonno segna i numeri prima che escano”.

A lasciare perplessi molti cittadini è soprattutto la previsione sull’affluenza: il 60% dice che andrà sicuramente a votare e un altro 30% “probabilmente”. Una stima che ad Arezzo non si vedeva dai tempi in cui il Comune promise di rifare tutte le buche “entro breve”.

“Se davvero votasse il 75% degli aventi diritto”, commenta un pensionato davanti al bar, “bisognerebbe capire dove li tenevano nascosti finora”.

Nel frattempo esperti, ex esperti, opinionisti, cugini esperti e amministratori di gruppi Facebook cercano di interpretare i numeri come gli aruspici etruschi leggevano le viscere degli animali. Ogni decimale viene trasformato in profezia: il 2% diventa “slancio civico”, il 4% “radicamento territoriale”, l’1% “consenso carsico”.

Particolare attenzione sulle liste civiche dai nomi sempre più evocativi: “Noi Oggi per Domani”, “Più Arezzo”, “Fare”, “Scelgo Arezzo”, “Lista delle Frazioni”. Mancano soltanto “Vediamo Come Va” e “Ora si Parla ma Dopo le Elezioni Sparisco”.

Secondo alcuni commentatori, poi, il vero problema sarebbe il “voto silenzioso”: quella massa misteriosa di cittadini che non commenta sui social, non risponde ai sondaggi e compare solo il giorno delle elezioni, spesso dopo colazione e prima del giro al mercato.

Altri invece sostengono che il dato più attendibile sia quello delle preferenze non espresse: “La gente vota il simbolo e basta”. Tradotto: meno entusiasmo, meno crocette, più fede calcistica.

Intanto in città cresce l’attesa per il prossimo sondaggio, previsto tra qualche giorno, quando verranno intervistati direttamente i parenti dei candidati, gli habitué dei circoli e tre pensionati già presenti davanti al bar dalle 7.15. Gli unici che, almeno per educazione, non riattaccano subito.

1 COMMENTO

  1. Questo fatto mi ricorda un caro amico che nel passato , essendo addentro alle cose della pubblicità , mi disse questa curiosità su Arezzo :
    i principali gruppi pubblicitari non tenevano conto dei dati disponibili né commissionavano statistiche o indagini sulla nostra Città per scopi di marketing , perché erano altamente inattendibili rispetto a tutte le altre località Toscane o Umbre, cioè tempo perso. Forse aveva ragione ?

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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