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📄 FONTE comunicato stampa candidato sindaco della Lista Indipendente Per Arezzo Michele Menchetti
Il Comitato di via Tiziano fa una domanda ai candidati sindaco sulle contestatissime torri del quartiere Giotto. Michele Menchetti risponde come uno che nel frattempo s’è già autoproclamato sindaco, assessore all’urbanistica e pure capo della protezione civile.
“Farò tutto quanto nelle mie prerogative affinché questo cantiere non parta”, dichiara il candidato della Lista Indipendente Per Arezzo, entrando ufficialmente nella modalità “ultimo difensore del prato perduto”.
La questione è quella della variante urbanistica di via Tiziano, che prevede la costruzione di due palazzi di nove piani nell’attuale area verde del quartiere Giotto. Una vicenda che va avanti da anni e che ha trasformato il quartiere in una specie di assemblea permanente condominiale con 3000 firme raccolte, oltre 20 osservazioni presentate e residenti che ormai quando sentono la parola “ricucitura urbanistica” mettono mano al Maalox.
Il comitato ha chiesto ai sei candidati una posizione chiara sul progetto. Menchetti ha risposto subito, senza mezze misure e con toni da trailer cinematografico: “Resisteremo in ogni sede legale affinché questo scempio non sia realizzato”.
Secondo alcuni residenti, durante la dichiarazione sarebbe già comparsa per qualche secondo la fascia tricolore in dissolvenza dietro le sue spalle, accompagnata da musica epica e dal rumore di una betoniera che si spegne lentamente.
Il candidato rivendica anche il sostegno storico al comitato e la partecipazione alla raccolta firme. Tradotto: se c’è stato da distribuire volantini, Menchetti c’era. Se c’è da fermare due torri, Menchetti pure. Se serve sdraiasse davanti alle ruspe, probabilmente sta già cercando un materassino.
Dall’altra parte, l’amministrazione uscente continua a difendere il progetto parlando di riqualificazione urbana, nuovi parcheggi e “ricucitura” del quartiere. Una parola che ormai nel Giotto provoca le stesse reazioni di “aumento condominiale”.
Nel frattempo i residenti aspettano di capire cosa farà davvero il prossimo sindaco. Ma una cosa è certa: ad Arezzo la campagna elettorale è entrata nella fase in cui ogni candidato promette di salvare almeno un prato, due parcheggi e tre alberi a settimana.


