AREZZO – Sembrava destinata a finire schiacciata tra un sacchetto dell’umido e una scatola di pizza unta, invece il vessillo di Porta San Lorentino è stato salvato in extremis grazie a una vera operazione di recupero medievale coordinata dall’ex rettore Gianni Cantaloni, entrato in azione dopo aver letto – o più probabilmente intuito dai titoli – il nostro precedente articolo.
La telefonata alla redazione è arrivata con toni da Protezione Civile della Giostra. “Ho già sentito anche la SEI” ha detto Cantaloni, deciso a rintracciare la bandiera dispersa come se si trattasse del Sacro Graal o almeno delle palle del Buratto sparite durante le prove.
Dalla redazione abbiamo provato a spiegargli che il luogo esatto del ritrovamento poteva facilmente essere recuperato parlando col nostro fotografo Felice Rogialli, autore dello scatto e citato chiaramente in fondo all’articolo. Ma, come spesso accade nei drammi contemporanei, pare che la lettura si sia fermata dopo il titolo e prima ancora della seconda riga.
A quel punto però scatta il senso civico. Felice Rogialli, commosso dalla disperazione quartierista dell’ex rettore, si precipita sul posto. E lì trova ancora il vessillo, abbandonato accanto al bidone esattamente dov’era stato lasciato. Una situazione che in altri contesti avrebbe indignato, ma che in questo caso è stata accolta quasi con sollievo, vista la proverbiale calma con cui talvolta spariscono i rifiuti dai cassonetti cittadini.
Secondo la ricostruzione di Rogialli, la bandiera potrebbe essere una di quelle affisse davanti all’asilo della zona e probabilmente sarebbe stata strappata dal vento durante una delle recenti folate che ad Arezzo hanno già fatto più danni delle opposizioni in consiglio comunale.
Una volta recuperato il vessillo, Felice avrebbe chiesto all’ex rettore una foto della riconsegna, giusto per documentare il lieto fine e magari strappare due clic nostalgici ai gruppi Facebook cittadini. Ma Cantaloni, forse per pudore o forse perché già proiettato verso la beatificazione quartierista, avrebbe rifiutato cortesemente.
“Le foto le potrete fare al vessillo rimesso al suo posto” avrebbe detto.
E infatti, da questa mattina, la bandiera è tornata a sventolare sopra le mura di Porta San Lorentino. Un po’ scolorita, leggermente malconcia, con quell’aria da reduce di una guerra combattuta contro pioggia, vento e incuria… ma di nuovo a casa.
In città c’è già chi parla di miracolo pre-Giostra. E qualcuno giura di aver visto persino un quartiere rivale commuoversi per tre secondi prima di tornare a insultare il maestro di campo del 1997.


