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“Riecco il Trombaio”: ad Arezzo torna il candidato che voleva “cavare la città dalla merda”. E sinceramente, un pensierino ce lo fanno in molti

Tra candidati, slogan riciclati e nostalgia da idraulica pesante, ad Arezzo riemerge il meme elettorale più sturato della storia cittadina

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“Riecco il Trombaio”: ad Arezzo torna il candidato che voleva “cavare la città dalla merda”. E sinceramente, un pensierino ce lo fanno in molti

Tra candidati, slogan riciclati e nostalgia da idraulica pesante, ad Arezzo riemerge il meme elettorale più sturato della storia cittadina

Il meme elettorale del 2011 rispunta in redazione in versione 2026. Nessuno sa chi l’abbia rifatto, ma ad Arezzo c’è già chi chiede i gazebo per raccogliere le firme

AREZZO — In tempi di campagna elettorale, promesse, rendering, piste ciclabili immaginarie e candidati che si scoprono improvvisamente amanti dei quartieri popolari dopo anni passati in ZTL col suv acceso, stamattina in redazione ci è arrivato lui: il ritorno del “Trombaio”.

Sì, proprio lui.
Il manifesto apocrifo, vernacolare, ignorante il giusto e ormai quasi patrimonio UNESCO della satira aretina:
“Vuoi cavare Arezzo dalla merda? Ora puoi.”

Uno slogan che nel 2011 fece ridere mezza provincia e offendere l’altra metà, ma che oggi — tra cantieri eterni, tombini ribelli e dibattiti politici più intasati d’un lavandino del Saione — torna drammaticamente attuale.

Nel nuovo meme, arrivato anonimamente in redazione e rigorosamente senza firma (“per evitare ritorsioni idrauliche”, immaginiamo), campeggia ancora lui: Mauro Frosini, per tutti semplicemente “Il Trombaio”.
In mano non una bandiera, non un programma elettorale, non un plastico della città futura.
Ma uno sturalavandini.
Perché qui si ragiona sui simboli veri.

E diciamolo: nel panorama politico attuale, uno che almeno i tubi li sa aggiustare parte già con competenze superiori alla media.

Dal tubo al consenso popolare
Chi conosce Ruscello sa benissimo che Mauro Frosini non è soltanto il protagonista involontario di uno dei meme più immortali della provincia aretina.

È soprattutto l’anima della storica Sagra dei Maccheroni e dell’Ocio, presidente del Comitato della Civiltà Contadina, custode di una memoria rurale fatta di mietitura, battitura del grano, sugo d’ocio e tavolate dove si mangia fino a perdere la dignità ma non il sorriso.

Uno di quelli che le feste non le organizza per fare il post su Facebook con scritto “che bella comunità”, ma per tenere viva davvero una comunità.

E infatti, dietro al personaggio bonario del “Trombaio”, c’è una storia di volontariato e beneficenza enorme: oltre seicentomila euro donati negli anni ad associazioni e ospedali del territorio.
Sempre in silenzio, senza conferenze stampa, senza roll-up, senza assessori col microfono.

Il candidato che non sapeva di esserlo
Naturalmente precisiamo subito:
Mauro Frosini non è candidato a niente.
O almeno così ci risulta.

Il meme è una goliardata popolare, una resurrezione satirica del vecchio manifesto del 2011, riesumata probabilmente da qualche genio aretino con troppo tempo libero e Photoshop installato male.

Ma il problema è un altro.

Che ad Arezzo, vedendo il manifesto, più d’uno potrebbe anche cascarci.
E soprattutto: più d’uno potrebbe pure votarlo davvero.

Perché in fondo il programma è chiaro, diretto e comprensibile:

  • sturare;
  • ripulire;
  • far rifluire;
  • possibilmente senza aumentare la Tari.

E francamente abbiamo visto proposte molto più confuse.

Nasce il fronte civico “Lista Scarico Libero”?
Nel frattempo, tra i bar e le chat di paese, c’è già chi fantastica su una possibile lista civica del Trombaio.

Si parla di assessore ai lavori pubblici scelto direttamente al bancone della ferramenta.
Di consiglio comunale convocato alla Sagra del Maccherone.
Di mozioni approvate “a maggioranza e con mezzo litro di rosso”.

E soprattutto di un nuovo slogan elettorale che starebbe già circolando sottobanco:

“Meno parole, più chiavi inglesi.”

Che detto sinceramente, in questa fase storica, non suona nemmeno malissimo.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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