Ad Arezzo ormai c’è gente che, prima di aprire Facebook, si fa il caffè lungo e si mette comoda. Perché quando pubblica Antonella Di Tommaso, candidata a sostegno di Marcello Comanducci, non è un post: è un percorso formativo riconosciuto dal Ministero.
Altro che slogan elettorali da due righe e una foto col font bianco su sfondo blu. Qui si entra direttamente nella narrativa enciclopedica applicata alla campagna comunale. Un tripudio di riflessioni dove in un solo scroll si passa dalla scuola Bettini di San Leo agli Etruschi, dalla Fiera Antiquaria agli Internati Militari Italiani, fino alla mobilità urbana e al violino che “torna a cantare”.
C’è chi promette due parcheggi e una rotonda. Lei invece apre con: “La scuola è incubatore di futuro”. E già lì metà degli aretini ha dovuto rileggere tre volte pensando fosse il bando Erasmus.
Ogni tema viene affrontato con tono solenne, quasi da documentario Rai delle 23:40.
La scuola non è una scuola: è “cantiere sempre aperto”.
La cultura non è cultura: è “memoria sedimentata”.
La Fiera Antiquaria non è un mercato: è “atmosfera unica, quasi magica”.
Manca solo che il semaforo di Saione venga definito “metafora luminosa del dialogo urbano”.
Il tutto condito da frasi che paiono uscite contemporaneamente da un convegno universitario, un tema di maturità e una riunione UNESCO.
Particolarmente apprezzato il passaggio sulla Fiera Antiquaria, dove la candidata difende con forza l’identità aretina dai “banchi contaminati da merce etnica”. Tradotto dal politichese all’ortichese: “oh ragazzi, meno cover del cellulare e più cassettoni dell’800”.
Poi si vola alto. Altissimo.
Arezzo diventa organismo vivo.
Le periferie si frammentano.
Gli Etruschi insegnano urbanistica.
I Romani spiegano la mobilità sostenibile.
E nel frattempo il cittadino medio cerca ancora parcheggio in via Guido Monaco bestemmiando in sanscrito.
Ma il vero colpo di genio è la quantità.
Ogni post sembra scritto con l’idea precisa di battere il record mondiale di caratteri su Facebook senza mai usare la parola “apericena”.
C’è chi sospetta che, andando avanti così, entro fine campagna elettorale verranno affrontati anche:
- il rapporto tra Vasari e la raccolta differenziata,
- la spiritualità del sottopasso Baldaccio,
- e la crisi identitaria del parcheggio Pietri.
Intanto gli aretini si dividono.
Da una parte chi legge tutto con evidenziatore e dizionario Treccani.
Dall’altra chi dopo tre paragrafi scrive nei commenti:
“Antonella, ma quindi il bar a che ora apre?”
Una cosa però va detta: nel mare di slogan vuoti e selfie col santino elettorale, almeno qui c’è materiale. Pure troppo. Tant’è che qualcuno propone di usare i post della Di Tommaso direttamente come piano regolatore, programma scolastico e audiolibro per insonni.
E mentre la campagna elettorale continua, in città circola già una leggenda:
pare che un pensionato di Pescaiola sia riuscito a leggere un post intero senza addormentarsi.
Adesso insegna Filosofia Politica all’università di Siena.
Per chi volesse affrontare la lettura integrale dei post, la pagina ufficiale è Antonella Di Tommaso su Facebook.
Si consiglia pausa caffè ogni tre paragrafi e respirazione controllata.


