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OIDA porta la musica dove un ci passa manco Google Maps: concerti tra palazzi, giardini segreti e fiaschi boni

Tra vizi capitali, cori celestiali e bicchieri pieni: ad Arezzo pure il peccato finisce in degustazione

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OIDA porta la musica dove un ci passa manco Google Maps: concerti tra palazzi, giardini segreti e fiaschi boni

Tra vizi capitali, cori celestiali e bicchieri pieni: ad Arezzo pure il peccato finisce in degustazione

“Arezzo Nascosta”: si canta in Palazzo Vescovile e alla fine si espia col vino

Ad Arezzo succede anche questo: si entra nel Palazzo Vescovile per ammirare i sette vizi capitali e si esce con un calice in mano e l’anima parecchio più serena. Domenica 17 maggio prende il via la quarta edizione di “Arezzo Nascosta”, la rassegna targata OIDA che porta musica e concerti in luoghi storici della città, quelli che spesso gli aretini vedono solo passando davanti col capo basso e il parcheggio in doppia fila.

C’è gente che passa tutti i giorni davanti a certi portoni senza sapere cosa c’è dietro. E invece dietro ci trovi sale affrescate, giardini nascosti e pure un museo dell’olio. Basta mettece un quartetto, due calici e un po’ di musica fatta bene… e zac, nasce “Arezzo Nascosta”.

La rassegna dell’OIDA – Orchestra Instabile di Arezzo torna anche quest’anno con tre appuntamenti sparsi tra città e provincia, infilando concerti in posti dove normalmente al massimo senti rimbombà i piccioni o il vicino che stende i panni.

Il debutto sarà domenica 17 maggio nella monumentale Sala di Giustizia del Palazzo Vescovile, affrescata da Teofilo Torri nel 1608. Dentro ci sono i vizi capitali dipinti sui muri, fuori invece quelli moderni: chi arriva tardi, chi parcheggia sul marciapiede e chi prenota la visita solo dopo aver saputo che c’è la degustazione finale.

Alle 15 parte la visita guidata, tra scene bibliche e peccatori illustri affrescati. Alle 16 invece spazio al concerto “Amor Verace” dell’Insieme Vocale Vox Cordis, una delle eccellenze corali italiane diretta dal maestro Lorenzo Donati. Un viaggio musicale che mette insieme Monteverdi, Palestrina, Bruckner e musica contemporanea, con un repertorio che promette spiritualità elevata e qualche brivido da pelle d’oca sotto gli affreschi.

Ma il vero miracolo aretino arriva alla fine: dopo vizi, cori e polifonie, ecco la degustazione di vini locali guidata dal sommelier Steve Agnoletti. Perché ad Arezzo si può anche meditare sull’Antico Testamento, ma senza un bicchiere finale la gente un ci viene.

Domenica 24 maggio invece si va nel giardino storico dei Boncompagni-Cappelli, nascosto nel centro storico come i parcheggi gratis. Un angolo verde che tanti aretini ignorano da sempre, anche se il glicine centenario lo vedono tutti passando da piazza della Fioraia. Qui il Quintetto di fiati dell’OIDA porterà “Pierino e il lupo” con voce narrante di Samuele Boncompagni. Tradotto: musica colta, ma senza quella voglia improvvisa di tossì ogni trenta secondi.

E siccome ad Arezzo si ragiona meglio col bicchiere in mano, le prime due serate finiscono con degustazione di vini locali guidata dal sommelier Steve Agnoletti insieme all’AIS. In pratica: Monteverdi, Prokof’ev e poi tutti a commentà “questo c’ha un retrogusto interessante” senza sapé bene di cosa.

Gran finale il 31 maggio a Monte San Savino, al Museo dell’Olio SuprEVO Morettini. Prima la visita tra frantoi, olive e profumi della Valdichiana, poi concerto dell’Alma Duo e infine degustazione d’olio extravergine fatta come si deve, con tanto di spiegazione professionale. Che ad Arezzo sul vino litigano, ma sull’olio ci si offendono proprio.

In dieci anni OIDA ha girato mezzo mondo: ONU di New York, Parlamento Europeo, Canada, Cina, Tunisia. Però alla fine eccoli qui, a sonà nei posti nascosti d’Arezzo. Perché in fondo il vero miracolo non è arrivà a Bruxelles: è convincé un aretino a entrà in un museo dell’olio di domenica pomeriggio.

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti. Prenotazione consigliata scrivendo a info@oidarezzo.it. Info complete su OIDA Orchestra Instabile di Arezzo.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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