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Maggio fa il bischero: una settimana fa si sudava, ora manca solo il pupazzo di neve in Casentino

Dal costume da bagno alla stufa nel giro di tre giorni. Pioggia, vento e perfino neve sugli Appennini: la primavera 2026 pare gestita da uno che cambia meteo col telecomando dopo il terzo spritz

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Maggio fa il bischero: una settimana fa si sudava, ora manca solo il pupazzo di neve in Casentino

Dal costume da bagno alla stufa nel giro di tre giorni. Pioggia, vento e perfino neve sugli Appennini: la primavera 2026 pare gestita da uno che cambia meteo col telecomando dopo il terzo spritz

AREZZO – Fino a domenica scorsa mezzo Arezzo era già in modalità estate: gente in maniche corte, tavolini pieni, motorini col ginocchio fuori e i più ottimisti che avevano già decretato aperta la stagione del “si mangia fuori”. Tempo quarantotto ore ed eccoci invece a cercare il piumino lasciato in fondo all’armadio tra il trapuntino e le bollette del gas.

Perché sì: domani, sabato 16 maggio, sugli Appennini potrebbe tornare addirittura la neve intorno ai 1600 metri. A metà maggio. Roba che uno guarda il calendario tre volte per controllare di non essere finito accidentalmente a febbraio.

Il meteo, quest’anno, sembra guidato da uno col piede pesante: prima 28 gradi e gente sudata come a Ferragosto in piazza Grande, poi vento, nubifragi, grandine e temperature crollate più in fretta della dignità di chi aveva già montato il condizionatore.

Gli esperti spiegano che fino all’11 maggio eravamo sotto un anticiclone africano bello gonfio, poi è arrivata aria polare dal nord Atlantico e ha ribaltato tutto come il tavolino di un bar durante una raffica di vento in Corso Italia. Risultato: in pochi giorni siamo passati dal “oh che caldo” al “chiudi quella finestra che entra la Siberia”.

E infatti sulle montagne si torna a parlare di gelate tardive, freddo notturno e neve. Neve. A maggio. Mentre qualcuno aveva già piantato pomodori, basilico e speranze.

I contadini però, da queste parti, se la ridono sotto i baffi. Perché i vecchi lo dicevano da sempre: “prima dei Santi di ghiaccio un ti fidare”. E puntuale come la multa quando parcheggi “solo due minuti”, il freddo è arrivato davvero.

San Mamerto, San Pancrazio, San Servazio e la famosa “Santa Sofia fredda”: nomi che oggi sembrano usciti da una tombola medievale, ma che per generazioni hanno rappresentato il terrore di orti, vigne e raccolti. Altro che app meteo: bastava ascoltare il nonno che guardava il cielo e diceva “un è finita qui”.

La cosa buffa è che adesso pure i supercomputer confermano quello che i contadini sapevano già senza satelliti, radar e grafici colorati. Tradotto: la primavera ama prendere in giro la gente proprio a metà maggio.

E così il 2026 continua a regalare un maggio senza identità. Una settimana fa sembrava luglio, oggi pare novembre in Casentino. Domani magari grandina, domenica esce il sole e lunedì si ricomincia da capo. Ormai vestirsi la mattina è diventato un gioco d’azzardo: o esci leggero e geli, oppure ti copri troppo e alle tre del pomeriggio sembri un cinghiale sottovuoto.

Nel dubbio, gli aretini fanno come sempre: brontolano sul tempo, guardano il cielo storto e tengono sia l’ombrello che gli occhiali da sole in macchina. Perché in questa primavera qui manca solo una tromba d’aria in Piazza Grande e poi s’è visto tutto.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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