AREZZO – Pupo non si ferma più. Dopo canzoni, televisione, casinò, Russia, pallone, Sanremo e comparsate varie, adesso punta direttamente a Palazzo Chigi. Non come ospite musicale alla festa della Repubblica: proprio da presidente del Consiglio.
La rivelazione è arrivata negli studi di Lady Radio, dove Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, ha spiegato con tono serissimo il nuovo piano industriale della nazione: prima la maturità scientifica, poi tre anni di università in Scienze della comunicazione, infine il governo italiano. Roba che Cavour, in confronto, pareva uno stagista in Comune.
“Ho un sogno”, ha detto Pupo. E già lì la conduttrice avrà pensato: ora ci canta Su di noi. Invece no. Il sogno è “metà artistico e metà istituzionale”. Tradotto dal pupese: una mano sul microfono, l’altra sul Consiglio dei ministri.
Secondo il cantante, l’Italia avrebbe perso “una linea”. E chi meglio di lui, che di linee melodiche se ne intende, potrebbe rimetterla in carreggiata? Certo, resta da capire se la linea sia politica, ferroviaria o quella del televoto, ma intanto il programma sembra già pronto: maturità a giugno, laurea entro tre anni e poi tutti a votare col ritornello.
La domanda vera è: scherza o fa sul serio? Perché in Italia ormai il confine è sottile come una velina di prosciutto. Abbiamo visto di tutto: tecnici, comici, imprenditori, influencer, generali, sindaci eterni e assessori che ricompaiono come i funghi dopo la pioggia. Alla fine Pupo premier rischia quasi di sembrare una proposta sobria.
Del resto lui lo dice chiaro: economicamente si è già sistemato, ora vuole occuparsi del Paese. Che, detto così, mette un po’ d’ansia: quando uno non ha più bisogno di lavorare e decide di occuparsi di noi, di solito al cittadino medio gli parte il tremolio al portafoglio.
Intanto la politica osserva. Qualcuno ride, qualcuno prende appunti, qualcuno controlla se nel simbolo elettorale ci sta bene una fisarmonica. E ad Arezzo già c’è chi propone il primo slogan: “Pupo presidente: su di noi, nemmeno una patrimoniale.”
Una cosa è certa: se davvero arriverà a Palazzo Chigi, almeno durante le crisi di governo avremo la colonna sonora originale. E quando l’opposizione chiederà chiarimenti sulla manovra, lui potrà sempre rispondere: “Su di noi nemmeno una nuvola.


