STADIO, EVENTI, UNA NUOVA ERA… MA CHE SIAMO, ALLE PIRAMIDI?!?
Tra i 15 e i 30 anni ci vollero per costruire la piramide di Cheope. E io, che frequentavo il vecchio Mancini con la tribuna coperta fatta di tubolari Innocenti e pianali di cemento, me lo ricordo bene.
Accanto c’era una fatiscente tribuna scoperta e il passaggio dei calciatori, difeso soltanto da una rete metallica. Altri tempi.
I grandi eventi degli anni ’50 erano i circhi Apollo, Medrano e Americano, che — si diceva — facevano sparire i gatti domestici e lasciavano nell’aria il maleodorante odore degli escrementi delle bestie africane.
Poi arrivò il nuovo Comunale. Una “viottola” piena di pozze e fango conduceva alla tribuna coperta e a quella semi-scoperta; proseguendo lungo quella stessa strada si arrivava alla Maratona. Le curve non c’erano: anzi, ce n’era una sola, a greppo, mentre l’altra era delimitata da una fila di tabelloni in cemento.
E ora… il nuovo progetto. Un’opera da sogno o una futura realtà finalmente approvata dal labirinto burocratico italiano? I lavori sembrano pronti a partire, ma il tempo continua a frapporsi a questo magnifico progetto.
Spostare il campo, trasferire i pali dell’illuminazione e poi dare inizio alle demolizioni sembra più una corsa a ostacoli sui 110 metri che un normale cantiere.
Ma riuscirà l’esercito di Guglielmo I° a regalarci questa realizzazione?
Io tifo per lui. Il suo sogno è il sogno di tutti noi de’ Rezzo e d’intorni. Saremo sempre grati alla sua costanza e alla volontà di portare avanti questo progetto.
E allora diciamolo tutti insieme:
“Dai cavallino, dai!!”


