Ad Arezzo ormai funziona così: succede qualcosa a Campo di Marte e dopo cinque minuti parte il campionato comunale di indignazione nei commenti Facebook.
Tutto nasce da un post pubblicato nel gruppo “Sei di Arezzo se…”, dove un ragazzo racconta di essere intervenuto per aiutare una giovane molestata nella zona di Campo di Marte. Nel post denuncia anche la situazione sicurezza della città, accusando l’amministrazione di lasciare troppo spesso certe aree nel degrado.
Fin qui cronaca social aretina standard.
Poi però arrivano i commenti.
E lì Arezzo dà il meglio di sé.
Nel giro di pochi minuti il thread diventa un gigantesco dibattito nazionale in miniatura:
- chi parla di emergenza sicurezza,
- chi accusa la politica di dormire,
- chi invoca più controlli,
- chi racconta episodi simili in stazione,
- chi sostiene che ormai la gente ha paura anche a passeggiare.
Ma il capolavoro arriva quando una commentatrice domanda:
“Avevi bisogno di sentirti eroe stamattina?”
Da quel momento il post smette di parlare della molestia e diventa direttamente un talk show di Rete4 ambientato al Saione.
Nel giro di dieci commenti compaiono:
- il machismo,
- il patriarcato,
- l’autocelebrazione maschile,
- il degrado urbano,
- il Far West,
- e naturalmente il comunismo.
L’autore del post, probabilmente sopraffatto dall’analisi sociologica improvvisa, prova a riassumere il dibattito con un essenziale:
“Comunista?”
Che ad Arezzo ormai viene usato più del buongiorno.
Intanto sotto continuano testimonianze, accuse, paure, ricostruzioni personali e richieste di “più sicurezza”, mentre il vero protagonista della vicenda probabilmente nel frattempo è già sparito da ore.
Però nei commenti sono rimasti:
- sociologi,
- esperti di immigrazione,
- giustizieri urbani,
- filosofi marxisti,
- tre aspiranti sceriffi
- e almeno due futuri candidati sindaco.
Arezzo non delude mai:
una città dove qualsiasi post dura circa quaranta secondi prima di trasformarsi in referendum nazionale.


