AREZZO – Nella campagna elettorale del 2026 succede anche questo: una richiesta di rettifica che chiede una rettifica di una mancata risposta che, secondo chi l’ha ricevuta, risposta non era.
Se vi siete persi, tranquilli. Siamo ad Arezzo.
Dopo la pubblicazione dell’articolo sulle posizioni dei candidati sindaco e delle liste riguardo alle proposte avanzate da Chimera Arcobaleno Arcigay Arezzo, è comparso sui social un commento firmato da FARE Arezzo per conto di Marcello Comanducci.
Nel post si contesta quanto riportato dall’associazione e ripreso dalla stampa, sostenendo che una risposta sarebbe stata inviata il 18 maggio via email e che pertanto sarebbe errato parlare di “silenzio”.
Fin qui nulla di strano. Le rettifiche non si negano a nessuno. Anzi, sono il sale della democrazia. Dopo i comizi, naturalmente.
C’è però un piccolo dettaglio che rende la vicenda degna di una puntata di “Chi l’ha visto? – Edizione Questionari Elettorali”.
Sotto la richiesta di rettifica interviene infatti la stessa Chimera Arcobaleno, cioè l’associazione che ha inviato il questionario, precisando:
“FARE Arezzo esatto, sono pervenute le risposte di lista (a titolo personale del capolista Gamurrini, come specificato) ma non sono pervenute risposte dal candidato a sindaco Comanducci.”
Tradotto dal burocratese all’aretino corrente: l’email è arrivata, ma non è stata considerata una risposta al questionario.
Ed effettivamente il testo pubblicato non contiene né sì, né no, né forse alle singole domande. Contiene invece una riflessione politica sul metodo, sull’opportunità di approfondire i temi e sulla necessità di discuterli nelle sedi istituzionali.
Una posizione legittima. Ma diversa dal compilare un questionario.
Per questo motivo all’Ortica continuiamo a fare una cosa molto rivoluzionaria: partire dai documenti.
Nel caso specifico il documento di riferimento era il comunicato ufficiale di Chimera Arcobaleno Arcigay Arezzo, fonte chiaramente indicata nell’articolo. Da lì emergeva che, secondo l’associazione promotrice dell’iniziativa, le risposte del candidato sindaco non risultavano pervenute nelle forme richieste dal questionario.
Poi ognuno può interpretare la vicenda come preferisce.
C’è chi vede un silenzio.
C’è chi vede una risposta.
C’è chi vede una non-risposta che però risponde.
E c’è chi, probabilmente, sta già preparando una rettifica della rettifica della rettifica.
Nel dubbio, noi restiamo affezionati a una vecchia abitudine giornalistica: leggere i documenti, citare la fonte e lasciare ai lettori il piacere di farsi un’idea.
Che in campagna elettorale, a volte, è l’unica cosa che arriva davvero per tempo.



Tematiche importanti da prendere in considerazione???
Queste tematiche esistono da sempre, una risposta come quella data dal candidato sindaco Comanducci, è insufficiente, e mostra quanto ancora siamo anni luce indietro!