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Arezzo, il sindaco un c’è ancora: Comanducci scappa, Ceccarelli rincorre e Donati tiene il pallino in tasca

Primo turno archiviato: Comanducci vola al ballottaggio con dodici punti di vantaggio, ma i voti di Donati possono ancora rimescolare le carte

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Arezzo, il sindaco un c’è ancora: Comanducci scappa, Ceccarelli rincorre e Donati tiene il pallino in tasca

Primo turno archiviato: Comanducci vola al ballottaggio con dodici punti di vantaggio, ma i voti di Donati possono ancora rimescolare le carte

AREZZO – Come si dice dalle nostre parti, il bischero sarebbe quello che stappa lo spumante prima del fischio finale. E infatti ad Arezzo il sindaco ancora non c’è. C’è però un centrodestra che arriva al ballottaggio con il vento in poppa e un vantaggio che fa rumore: Marcello Comanducci chiude il primo turno al 43,8%, mentre Vincenzo Ceccarelli si ferma al 32,37%. Dodici punti abbondanti di differenza e oltre cinquemila voti di scarto.

Tradotto dal politichese all’aretino corrente: Comanducci parte davanti, ma la corsa non è ancora finita.

A tenere tutti col fiato sospeso è soprattutto Marco Donati, che con il suo 20,49% resta fuori dalla finale ma si ritrova in mano un tesoretto da oltre novemila voti. E adesso in città è partita la tradizionale disciplina olimpica del dopo-elezioni: il corteggiamento politico.

Da una parte il centrosinistra guarda ai voti civici come il viandante nel deserto guarda una bottiglia d’acqua fresca. Dall’altra il centrodestra prova a blindare il vantaggio e allargare il recinto. Insomma, più che una campagna elettorale sembra l’ultima sera del mercato di San Donato.

Nel frattempo emerge un altro dato che dovrebbe preoccupare tutti, ma che probabilmente preoccuperà nessuno: alle urne sono andati quasi seimila cittadini in meno rispetto al 2020. L’astensione continua a vincere senza nemmeno fare campagna elettorale.

Il quadro che esce dal primo turno racconta una città che, almeno per ora, non ha avuto voglia di cambiare strada. Il centrodestra resta avanti dopo undici anni di governo cittadino, mentre il centrosinistra dovrà inventarsi qualcosa di più di una semplice rincorsa per colmare il divario.

Adesso arrivano due settimane di appelli, telefonate, ammiccamenti, analisi, controanalisi e improvvise scoperte di antiche affinità politiche. Tutti diranno di pensare solo al bene della città. Tutti cercheranno soprattutto i voti.

E così Arezzo entra nei supplementari. Con una certezza e una domanda.

La certezza è che il centrodestra parte in vantaggio.

La domanda è sempre la stessa: quei novemila voti di Donati dove andranno a finire?

Perché, come insegna la storia aretina, i ballottaggi sono come la porchetta alle feste di paese: finché non è finita, non sai mai chi si prende l’ultima fetta.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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