Futuro Nazionale conferma la chat circolata prima del voto. E dopo le urne arriva l’affondo: “Se ci avessero ascoltato, Comanducci sarebbe stato sindaco al primo turno”
AREZZO – Prima le indiscrezioni. Poi gli screenshot. Adesso la conferma ufficiale.
Cristiano Romani, coordinatore provinciale di Futuro Nazionale, rompe il silenzio e rivendica pubblicamente quello che nei giorni precedenti alle elezioni era circolato nelle chat interne del movimento: il sostegno ad Aldo Poponcini, candidato nella lista Scelgo Arezzo a sostegno di Marco Donati.
Una presa di posizione che, a urne chiuse, assume un significato politico ben più pesante di una semplice indicazione di preferenza.
Secondo quanto dichiarato da Romani, Futuro Nazionale aveva cercato un accordo con il centrodestra di Marcello Comanducci, chiedendo soltanto di poter candidare una figura vicina alla propria area politica. Accordo che, a suo dire, non sarebbe mai arrivato.
“Non abbiamo mai chiesto assessorati, partecipate o consigli di amministrazione”, afferma Romani. “Volevamo soltanto portare i nostri voti in maniera organica”.
Tradotto dal politichese all’aretino: c’erano dei voti sul tavolo, ma qualcuno ha deciso di non raccoglierli.
La chat era vera
La parte più interessante della vicenda riguarda però il famoso messaggio circolato nei gruppi del movimento.
Quello in cui si parlava di libertà di voto, ma allo stesso tempo si invitavano simpatizzanti e tesserati a sostenere Aldo Poponcini.
Quella chat non viene più sussurrata nei corridoi della politica cittadina. Romani la conferma apertamente.
“Sì, quel messaggio l’ho mandato io”.
Fine del dibattito.
Non si tratta quindi di una ricostruzione, di un presunto accordo o di una voce raccolta ai gazebo. L’indicazione politica c’è stata e viene rivendicata dagli stessi protagonisti.
Poponcini e le 352 preferenze
Resta naturalmente impossibile stabilire quanti voti siano arrivati da quell’area politica.
Ma un dato esiste: Aldo Poponcini ha raccolto 352 preferenze personali.
Un risultato importante per l’ex comandante della Polizia Municipale, che aveva costruito gran parte della propria campagna sui temi della sicurezza urbana, tema che lo stesso Romani indica come elemento di convergenza tra Futuro Nazionale e il candidato di Scelgo Arezzo.
Le preferenze non hanno il cartellino d’origine e nessuno può certificare quanti voti siano arrivati dai simpatizzanti del Generale. Tuttavia, dopo le dichiarazioni di Romani, appare difficile sostenere che quella mobilitazione non sia esistita.
Il conto del giorno dopo
La vera bordata arriva però alla fine.
Romani sostiene infatti che, se il centrodestra avesse trovato un’intesa con Futuro Nazionale, Marcello Comanducci avrebbe potuto addirittura vincere al primo turno.
Affermazione impossibile da verificare con certezza, ma politicamente pesante.
Perché dietro quelle parole si nasconde il classico regolamento di conti del giorno dopo: quello in cui tutti fanno i calcoli, sommano preferenze, spostano voti immaginari e cercano di capire dove sia stata persa la partita.
Una cosa però è certa.
Ad Arezzo c’è chi sostiene di aver portato i voti a Poponcini.
E c’è chi, oggi, sostiene che quei voti avrebbero potuto prendere un’altra strada.
L’Ortica domanda
Se quei voti valevano davvero così tanto, perché nessuno li ha voluti prima?
E se invece valevano poco, perché oggi tutti ne parlano?
Perché in politica, come al mercato, la merce invenduta acquista sempre valore il giorno dopo.



Comanducci doveva accettare l’offerta di Romani
Fanno più comodo a Ceccarelli …