Ad Arezzo c’è chi aspetta la campanella e chi, evidentemente, aspetta di svuotare una bomboletta di spray al peperoncino. E così, dopo il caos dei giorni scorsi nella succursale di piazza della Badia, il copione si è ripetuto anche nella sede di via XXV Aprile dell’istituto Buonarroti-Fossombroni.
Non era un’esercitazione e nemmeno una lezione di chimica applicata. Per la seconda volta nel giro di pochi giorni, lo spray al peperoncino è tornato protagonista all’istituto Buonarroti-Fossombroni di Arezzo, trasformando una normale mattinata scolastica in un intervento di emergenza.
L’allarme è scattato intorno alle 11 nella sede di via XXV Aprile. La centrale operativa del 118 della Asl Toscana Sud Est è stata attivata dopo la segnalazione della presenza di spray urticante all’interno dell’istituto.
Sul posto sono intervenuti automedica, ambulanza della Croce Bianca di Arezzo e mezzi della Croce Rossa di Arezzo, oltre ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine impegnate negli accertamenti per ricostruire l’accaduto.
Il bilancio, questa volta, è più pesante rispetto al precedente episodio. I sanitari hanno visitato un adulto e cinque ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Di questi, tre studenti sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale San Donato: due in codice minore e uno in codice 2.
L’episodio arriva a pochi giorni di distanza dal caso verificatosi nella succursale di piazza della Badia, dove due studenti minorenni erano stati individuati come presunti responsabili dello spruzzo di spray che aveva provocato irritazioni e momenti di caos all’interno della scuola.
A questo punto la domanda è inevitabile: siamo davanti a una serie di bravate imitate una dall’altra oppure a una moda tanto stupida quanto pericolosa?
Perché una cosa è certa: ogni volta che una bomboletta viene svuotata in una scuola, non si interrompe soltanto una lezione. Si mobilitano ambulanze, vigili del fuoco, forze dell’ordine e personale sanitario. E il conto, alla fine, lo paga tutta la collettività.


