Quindici giorni con la serranda abbassata. È il provvedimento disposto dal Questore di Arezzo nei confronti di un esercizio pubblico del centro cittadino, la cui attività è stata sospesa ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.
La decisione arriva dopo una serie di controlli effettuati dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico che, in due diverse occasioni, hanno riscontrato all’interno del locale la presenza di persone dedite al consumo e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
L’episodio più recente ha portato addirittura all’arresto di un cittadino extracomunitario trovato in possesso di eroina che nascondeva sulla propria persona.
Per la Questura il locale sarebbe diventato un punto di ritrovo abituale per soggetti gravitanti nell’ambiente della droga. Da qui la scelta di applicare la sospensione temporanea della licenza di somministrazione di alimenti e bevande, una misura che non colpisce soltanto il singolo episodio ma mira a interrompere la frequentazione da parte di soggetti considerati pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Tradotto dal burocratese: se un bar o un esercizio pubblico finisce per diventare più noto agli spacciatori che ai clienti, il rischio è che arrivi il cartello “chiuso” direttamente dalla Questura.
Il provvedimento resterà in vigore per quindici giorni, periodo durante il quale l’attività dovrà rimanere sospesa.
In centro c’è chi espone il menù del giorno e chi, evidentemente, attirava una clientela troppo interessata alle sostanze che alle consumazioni. Stavolta il conto non lo paga il cliente: lo presenta il Questore.


