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Giostra, abolito il clic: ora vince chi arriva prima e spera di trovare posto

Addio Click Giostra Day: quest'anno si torna alla fila vecchia maniera

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Giostra, abolito il clic: ora vince chi arriva prima e spera di trovare posto

Addio Click Giostra Day: quest'anno si torna alla fila vecchia maniera

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli

📄 FONTE Ufficio Stampa Giostra del Saracino

Ad Arezzo le rivoluzioni durano il tempo d’una carriera da giostratore. Dopo anni di attese davanti al computer, ansie da connessione e dita più veloci delle lance d’oro, il Comune ha deciso di mandare in pensione il “Click Giostra Day”.

Per comprare i biglietti della Giostra del Saracino del 20 giugno si torna infatti al metodo che i più anziani chiamano semplicemente “andare in biglietteria”. Tradotto: scarpe comode, pazienza e magari una sveglia puntata prima del vicino.

Da sabato 13 giugno alle 9 si aprono le vendite ai “Colori della Giostra” dentro Palazzo Comunale. Niente corsa virtuale: chi arriva trova. O almeno spera di trovare. Nella prima giornata saranno disponibili solo i posti in tribuna e ogni persona potrà acquistare al massimo quattro biglietti, così da evitare che il cugino del cognato del vicino si porti via mezzo settore.

I posti in piedi arriveranno il giorno successivo, mentre da lunedì 15 partirà anche la vendita per la Prova Generale. Sempre da lunedì i biglietti saranno acquistabili online, ma senza il rito collettivo del clic simultaneo che negli ultimi anni trasformava mezza città in esperta di refresh della pagina.

Quanto ai prezzi, per vedere i cavalieri colpire il Buratto servirà una mira quasi pari a quella dei giostratori. Le poltroncine più prestigiose della tribuna Chimet arrivano infatti a 100 euro, mentre chi si accontenta del posto in piedi se la cava con 10 euro.

Resta invece una certezza assoluta: il Saracino può essere rimandato, interrotto, discusso, contestato e perfino commentato per mesi nei bar cittadini, ma il cane no. Gli animali domestici, anche di piccola taglia, non potranno entrare. Insomma, il Buratto sì, il barboncino no.

E così Arezzo si prepara all’ennesima corsa. Stavolta non in Piazza Grande, ma davanti alla biglietteria. Con una differenza: il primo assalto non sarà lanciato da un quartiere, ma dagli appassionati armati di portafoglio.

 

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