AREZZO – Per mesi ci hanno raccontato il cicloturismo, la mobilità dolce, i percorsi europei, la valorizzazione del territorio e le meraviglie del Sentiero della Bonifica. Poi arriva il momento di mostrare tutto questo a chi viene da fuori e il sipario si apre su uno spettacolo fatto di ortiche, sterpaglie, rifiuti sparsi e cestini talmente pieni da sembrare installazioni artistiche contemporanee.
Sabato oltre 250 ciclisti provenienti da tutta Italia attraverseranno la Chiusa dei Monaci nell’ambito della Chianina Unconventional Bike Adventure. Un evento che dovrebbe promuovere il territorio. In compenso il territorio sembra impegnato a sabotarsi da solo.
Luca Malentacchi, tra gli organizzatori della manifestazione, racconta di aver contattato da giorni Provincia, Comune di Arezzo e altri enti chiedendo un intervento tanto semplice quanto rivoluzionario: pulire.
Non costruire una nuova ciclabile. Non realizzare una passerella sospesa. Non inaugurare l’ennesimo cartello con conferenza stampa e buffet.
Pulire.
Dalle immagini emerge invece una situazione che definire trascurata è un esercizio di diplomazia. L’erba invade il percorso, le ortiche restringono i passaggi, i rifiuti si accumulano a terra e i cestini traboccano come se nessuno li vedesse da settimane.
Eppure stiamo parlando di uno dei percorsi cicloturistici più pubblicizzati della zona, inserito nella rete delle grandi ciclovie e utilizzato ogni anno da migliaia di persone.
La domanda è semplice: se questo è il tratto che dovrebbe rappresentare il meglio del territorio, come saranno quelli che non rappresentano niente?
Arezzo continua a presentarsi come destinazione per il turismo sostenibile. Poi però, quando arrivano davvero i turisti, li accoglie con un percorso che sembra uscito da una puntata speciale di “Abbandonati a loro stessi”.
La cosa più sorprendente non è l’erba alta. L’erba cresce. I rifiuti si accumulano. I cestini si riempiono.
La cosa sorprendente è che nessuno intervenga nemmeno quando viene avvisato con settimane di anticipo che da lì passeranno centinaia di persone.
Ma forse abbiamo capito male noi. Forse non è degrado.
Forse è un progetto sperimentale di turismo immersivo.
Dove invece di visitare il territorio, il territorio ti assale direttamente.

