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Comanducci chiude la campagna col brindisi: “Dopo 200 incontri gli aretini sanno chi sono”. I superstiti confermano.

Aperitivo di fine corsa in via Crispi tra brindisi, selfie e ringraziamenti. Il candidato: "Ho raccontato chi sono". La città risponde: "Ora proviamo a ricordarcelo fino a lunedì"

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Comanducci chiude la campagna col brindisi: “Dopo 200 incontri gli aretini sanno chi sono”. I superstiti confermano.

Aperitivo di fine corsa in via Crispi tra brindisi, selfie e ringraziamenti. Il candidato: "Ho raccontato chi sono". La città risponde: "Ora proviamo a ricordarcelo fino a lunedì"

Quando cala la barriera della movida e si alzano i calici, ad Arezzo succede anche questo: una campagna elettorale lunga quanto una telenovela turca arriva finalmente ai titoli di coda.

Marcello Comanducci ha salutato sostenitori, simpatizzanti, alleati, curiosi e passanti capitati lì per sbaglio con una conviviale in via Crispi, trasformata per una sera nel più grande gruppo WhatsApp del centrodestra aretino, ma con meno messaggi vocali e più prosecchi.

Dopo oltre duecento incontri pubblici, il candidato sindaco ha tirato le somme della sua maratona elettorale. “Sono convinto di aver raccontato chi sono”, ha spiegato. Una dichiarazione importante, perché secondo fonti non confermate alcuni cittadini erano arrivati all’incontro con il timore che, dopo duecento appuntamenti, nemmeno lui sapesse più dove fosse finita la campagna e dove fosse iniziata la sua biografia.

Tra strette di mano, abbracci e ringraziamenti, Comanducci ha rivendicato mesi di lavoro sul territorio. Un territorio che, a forza di incontrarlo, ormai potrebbe chiedere gli alimenti.

Il candidato ha poi ringraziato la famiglia, gli alleati, Gianfrancesco Gamurrini, i volontari, lo staff comunicazione e persino i ragazzi dietro la telecamera, responsabili di aver immortalato ogni singolo metro percorso durante la campagna. Alcuni video, raccontano i bene informati, sarebbero visibili perfino dalle sonde spaziali della NASA.

A fare quasi concorrenza al candidato è stato però il cane con la pettorina della lista Fare, apparso in diverse fotografie della serata. Secondo indiscrezioni, avrebbe raccolto un discreto consenso trasversale e al momento non avrebbe escluso una futura candidatura.

Adesso la parola passa agli elettori. Dopo mesi di manifesti, incontri, post, dirette, video, aperitivi, strette di mano e promesse di innovazione, saranno loro a decidere chi occuperà Palazzo Cavallo.

Nel frattempo, ad Arezzo si registra un fenomeno raro: per qualche ora nessuno ha inaugurato una rotonda, asfaltato una strada o tagliato un nastro. Segno inequivocabile che la campagna elettorale è davvero finita.

Non sono mancati i ringraziamenti alla famiglia, agli alleati, a Gianfrancesco Gamurrini, ai partiti della coalizione e allo staff che ha seguito la comunicazione della campagna. Un grazie esteso praticamente a tutti, esclusi forse soltanto gli avversari politici e qualche algoritmo dei social particolarmente dispettoso.

A fine serata resta però un dubbio che nessun sondaggio potrà sciogliere. Chi ha raccolto più consensi tra i presenti: Comanducci o il bulldog francese con la pettorina arancione della lista Fare, immortalato in braccio al candidato? L’unico che non ha dovuto spiegare il programma, promettere il cambiamento o chiedere la fiducia agli elettori è stato proprio lui. Eppure, a giudicare dagli sguardi e dalle fotografie della serata, potrebbe aver portato a casa parecchie preferenze.

Per conoscere il risultato definitivo bisognerà attendere lo spoglio.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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