Ad Arezzo la stagione dei controlli non conosce ferie. Mentre il cittadino normale cerca un parcheggio, una granita o almeno una giornata senza rogne, la Divisione Anticrimine della Questura continua a esaminare segnalazioni e comportamenti poco compatibili con la serenità pubblica.
Il risultato delle ultime settimane è un piccolo campionato della prevenzione: dodici provvedimenti firmati dal Questore, notificati ad altrettante persone ritenute socialmente pericolose sulla base delle condotte contestate e degli accertamenti svolti dalle forze dell’ordine.
Tradotto dal linguaggio istituzionale: qualcuno ha insistito parecchio nel farsi notare, e la Questura ha deciso di ricambiare l’attenzione.
Tre persone bandite dai locali
Per tre soggetti è scattato il divieto di accesso ai pubblici esercizi e ai locali di intrattenimento situati in una specifica zona della città.
Per due anni non potranno entrare nei locali interessati e nemmeno sostare nelle immediate vicinanze. Una specie di abbonamento al contrario: non paghi nulla, ma non puoi usufruire del servizio.
Il provvedimento punta a prevenire nuovi disordini e a evitare che certe serate proseguano con il consueto programma fatto di urla, minacce e mobilio improvvisamente interessato alle leggi della fisica.
Sei fogli di via, compresa la donna del coltello
Altre sei persone hanno ricevuto il Foglio di via obbligatorio da diversi comuni della provincia, dopo episodi considerati gravi e pericolosi per la sicurezza pubblica.
Tra i destinatari figura la donna che, lo scorso 7 luglio, avrebbe minacciato con un coltello una cittadina aretina durante il rifornimento di carburante in un’area di servizio di via Marco Perennio.
Perché ormai fare benzina non è più soltanto un’esperienza traumatica per il prezzo al litro: in certi casi rischia di diventare direttamente una prova di sopravvivenza.
Il foglio di via è stato disposto anche nei confronti dell’uomo indicato come responsabile della truffa del falso maresciallo dei Carabinieri. Dopo l’arresto, il soggetto è stato trasferito in carcere.
Il copione è quello ormai tristemente noto: telefonate allarmanti, finti appartenenti alle forze dell’ordine e vittime spinte a consegnare denaro o oggetti preziosi. Una truffa talmente ripetuta che manca soltanto la sigla iniziale e la pubblicità a metà episodio.
Daspo per gli scontri dopo Castiglionese-Sansovino
La Questura ha emesso infine tre provvedimenti di Divieto di accesso alle manifestazioni sportive nei confronti di altrettanti tifosi coinvolti negli scontri avvenuti al termine della partita tra Castiglionese e Sansovino, disputata il 31 gennaio 2026 nel campionato di Eccellenza Toscana.
Per ciascuno è stato disposto un Daspo della durata di un anno, per un totale di tre anni complessivi.
La partita era finita, ma qualcuno evidentemente aveva ancora energie da spendere e ha deciso di organizzare un supplementare non previsto dal regolamento. La Questura, poco sensibile al fascino del terzo tempo combattuto, ha risposto con un anno lontano dagli impianti sportivi.
Dodici provvedimenti in poche settimane, tra divieti nei locali, fogli di via e Daspo. La strategia è chiara: impedire che comportamenti già pericolosi diventino qualcosa di peggio.
Per una volta, dunque, il messaggio non è nascosto dentro quaranta righe di burocratese: divertitevi, viaggiate e tifate pure. Ma possibilmente senza coltelli, truffe e risse. Una richiesta ambiziosa, evidentemente.


