L’Arezzo torna a Dimaro, guarda il Napoli, vede le maglie azzurre e pensa evidentemente che sia già ora di fare sul serio.
Finisce 3-1 per gli amaranto, al termine di un’amichevole che per il Napoli doveva servire a sciogliere le gambe e che invece ha sciolto soprattutto le certezze. Per l’Arezzo, invece, è un’altra serata da conservare nel cassetto buono, possibilmente accanto al 2-0 rifilato ai partenopei esattamente un anno fa. Perché una volta può essere un caso, due cominciano a sembrare un’abitudine piuttosto piacevole.
Cristian Bucchi schiera inizialmente Seculin tra i pali, Martinez, Illanes, Gilli e Coccia in difesa, Sala, Ionita e Manes a centrocampo, con Tavernelli e Cortesi ai lati di Alberto Cerri. Dall’altra parte Massimiliano Allegri parte con Meret, Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin e Gutierrez, Anguissa, Prisco e Lindstrom in mediana, Giovane, Hojlund e Alisson Santos davanti. Insomma, non proprio il torneo del quartiere dopo la sagra della porchetta.
Eppure all’11’ passa l’Arezzo.
Sala mette il pallone dalla destra, Cerri sale in cielo e incorna alle spalle di Meret, che tocca ma non riesce a evitare il vantaggio amaranto. Il centravanti arrivato per dare peso all’attacco comincia quindi la propria avventura scegliendo una maniera piuttosto discreta: gol al Napoli e tutti a casa contenti.
Gli azzurri reagiscono, costruiscono occasioni e trovano davanti un Seculin già bello sveglio. Il portiere amaranto chiude lo specchio a Hojlund e respinge un colpo di testa di Rrahmani, mentre l’Arezzo non rinuncia a ripartire. Al 35’ Cortesi impegna Milinkovic-Savic, entrato al posto di Meret, dimostrando che gli amaranto non erano saliti in Trentino per ammirare il panorama.
La prima frazione termina 1-0, ma l’Arezzo non ha ancora finito di apparecchiare.
Al 56’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Cianci gira verso la porta, Milinkovic-Savic respinge e Gilli si presenta puntuale sulla ribattuta per firmare il 2-0. Un difensore che segna al Napoli, tanto per ricordare che nell’Arezzo di Bucchi il lavoro sporco non impedisce di togliersi qualche soddisfazione pulitissima.
Il Napoli accorcia al 61’. Serban para il rigore di Politano, ma lo stesso attaccante azzurro raccoglie la respinta e segna l’1-2. La partita sembra riaperta, il Napoli spinge e colpisce anche un palo con Lucca, ma l’Arezzo resiste con ordine, sacrificio e quella fastidiosa abitudine di non scansarsi davanti alle squadre più blasonate.
Nel finale arriva addirittura il terzo gol amaranto, quello che trasforma un’altra bella prestazione estiva in una piccola impresa da raccontare durante tutto il precampionato. Il risultato conclusivo è 3-1: l’Arezzo batte ancora il Napoli e rovina la prima uscita stagionale della squadra di Allegri.
Certo, è luglio. Certo, le gambe sono pesanti. Certo, le amichevoli non assegnano punti.
Tutte considerazioni corrette, sensate e terribilmente noiose.
Perché quando una squadra appena tornata in Serie B va a giocare contro il Napoli e vince 3-1, il tifoso ha il pieno diritto di godersela senza chiedere il permesso agli esperti di preparazione atletica. Nessuno sta prenotando Piazza Grande per festeggiare la promozione in Champions, ma nemmeno si può liquidare tutto con il solito “calcio d’estate”.
Questo Arezzo ha mostrato personalità, organizzazione, capacità di soffrire e una discreta voglia di non sentirsi inferiore a nessuno. Cerri ha cominciato segnando, Gilli ha colpito da difensore, i portieri hanno risposto presente e tutta la squadra ha tenuto testa a un avversario costruito per ben altri palcoscenici.
Il campionato sarà un’altra faccenda, molto meno romantica e decisamente più cattiva. Ma intanto l’Arezzo torna da Dimaro con tre gol, una vittoria prestigiosa e una certezza: quando vede il Napoli in amichevole, gli viene una gran voglia di fare il fenomeno.
E a questo punto, per il ritiro del prossimo anno, potrebbero invitare qualcun altro.
Foto: S.S. Arezzo


