L’ex commerciante aretino Simone Benassi vive sul Mar Rosso grazie alla rendita e agli interessi bancari. Alò, risolto il problema dell’occupazione: mancava soltanto il capitale.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.
La notizia è questa: Simone Benassi, ex commerciante aretino trasferitosi a Sharm el Sheikh, racconta di fare il pieno con 15 euro, di spendere poco e di divertirsi da tre anni senza lavorare.
Non vive d’aria, di meditazione o di cocco raccolto sulla spiaggia. La strategia, secondo quanto riportato dal Corriere di Arezzo, consiste nel beneficiare degli interessi bancari e del basso costo della vita egiziano.
Tradotto per chi stamani ha timbrato alle otto: per smettere di lavorare basta possedere abbastanza denaro da farlo lavorare al posto tuo.
Alò, era semplice.
Per anni economisti, sindacati e governi hanno discusso di produttività, salari e pensioni. Sarebbe bastato un aretino sotto una palma per scoprire la soluzione: avere già i soldi.
Il metodo può essere riassunto in due passaggi:
- procurarsi un capitale;
- vivere di rendita.
Per il primo punto ognuno s’arrangi.
Sui social la notizia ha provocato una rara convergenza popolare. Fra chi gli riconosce di aver fatto bene e chi domanda perché debba essere informato periodicamente del prezzo della sua benzina, il messaggio prevalente è più o meno questo: siamo contenti per lui, ma ora si potrebbe anche tornare alle notizie.
Qualcuno ricorda il lavoro svolto dalle generazioni precedenti della famiglia. Sono testimonianze dei lettori, non elementi verificati, ma fanno emergere il piccolo particolare che ogni favola sulla libertà finanziaria tende a sistemare dietro l’ombrellone: prima della rendita, generalmente, c’è qualcuno che quella rendita l’ha costruita.
Benassi non ha fatto niente di male. Se può vivere bene a Sharm, fa bene a godersela. Il capolavoro è trasformare una scelta possibile per pochi in una specie di tutorial universale.
È come spiegare ai pendolari che il segreto per non prendere il treno in ritardo consiste nell’avere un jet privato.
Anche il pieno da 15 euro è indubbiamente interessante. Ad Arezzo, con la stessa cifra, puoi comprare qualche litro di benzina, quasi due ore di parcheggio oppure un caffè in centro con vista sul tavolino degli altri.
L’importante è scegliere bene.
Il Governo potrebbe inserire il metodo nel prossimo decreto sul lavoro: niente sgravi, contratti o aumenti salariali. A ogni disoccupato verrà consigliato di trasferirsi sul Mar Rosso con un capitale, una rendita e un conto bancario ben pasciuto.
Chi non possiede niente potrà sempre consolarsi sapendo che la benzina, laggiù, costa meno.
Il prossimo aggiornamento su Benassi è atteso quando il pieno scenderà a 14 euro e 50. Nel frattempo gli aretini possono continuare a lavorare: qui gli interessi bancari, appena vedono il saldo, si mettono a ridere.
Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo satirico. Non raffigura Simone Benassi.


