Da Soci di Bibbiena a Birmingham, passando direttamente per la storia dell’atletica mondiale. Sofia Fiorini ha conquistato la medaglia d’oro nella maratona di marcia ai Campionati europei, stabilendo il nuovo record del mondo con il tempo di 3 ore, 15 minuti e 11 secondi.
Un Ferragosto da segnare negli annali per la ventunenne aretina, capace di dominare i 42,195 chilometri della nuova specialità e di infliggere distacchi enormi alle avversarie. La polacca Katarzyna Zdziebło ha conquistato l’argento in 3h19’50”, mentre la spagnola Raquel González ha chiuso al terzo posto in 3h20’49”.
Quasi cinque minuti rifilati alla seconda. Altro che vittoria sul filo di lana: Sofia il filo l’aveva già tagliato mentre le altre stavano ancora cercando le forbici.
Come sottolineato dal CONI, la Nazionale italiana di atletica non ha perso l’abitudine al podio e, nella mattinata della penultima giornata degli Europei, si è presa la scena proprio con la marcia. Ma nella gara femminile la scena se l’è presa quasi tutta Fiorini, classe 2004, partita con pazienza e diventata incontenibile dal trentesimo chilometro.
Ai microfoni della Rai, Sofia ha raccontato l’impresa con la semplicità di chi ha appena stabilito un record mondiale ma parla come se fosse tornata da una girata in Casentino:
«È stata una gara divertente. All’inizio ero un po’ in sofferenza perché dovevo avere pazienza. Poi, quando mi è stato dato il segnale, dal trentesimo chilometro ho iniziato a spingere e mi sono davvero divertita».
La nuova campionessa europea ha spiegato che proprio il divertimento è uno dei segreti del suo modo di affrontare la marcia:
«Cerco di vivere la gara sulla base di quello che sento. Io mi diverto a marciare, fin dall’allenamento. Per me la vera difficoltà è arrivare alla gara: poi, quando competo, è la parte che preferisco».
Beata lei. Per molti di noi la vera difficoltà, soprattutto a Ferragosto, è arrivare dal tavolo al divano senza chiedere il ristoro intermedio.
Fiorini ha voluto anche sottolineare la forza del gruppo azzurro, definendolo eterogeneo ma unito, con i campioni più esperti capaci di stimolare i più giovani. Una squadra che a Birmingham ha trasformato la mattinata della marcia in una specie di filiale italiana del medagliere.
E poi c’è la curiosità del numero 51. Sofia gareggiava con il pettorale 512 e, nei giorni precedenti, le era capitato spesso di vedere quel numero comparire anche sull’orologio.
«Il 51 è un numero ricorrente. Spesso, quando ho guardato l’ora in questi giorni, usciva il 51. Era destino».
Destino, forse. Ma per fare 3h15’11” servono soprattutto gambe, testa, allenamenti e una determinazione che non si compra nemmeno coi saldi di Ferragosto.
La festa di Bibbiena
Il sindaco di Bibbiena, Filippo Vagnoli, ha celebrato l’impresa con un messaggio carico di emozione:
«Che emozione, Sofia! Medaglia d’oro e record del mondo. Ci hai portati tutti con te in questa pazzesca avventura, dalle strade di Soci e del Casentino fino all’oro nella maratona di marcia di questo Europeo».
La storia di Sofia parte proprio dalle strade e dalle piste del territorio. Dietro il talento ci sono anni di sacrifici, allenamenti e rinunce, ma anche la presenza costante della famiglia. I suoi primi allenatori sono stati babbo Roberto, dipendente del Comune di Poppi, e mamma Antonella, subbianese doc e dipendente del Comune di Subbiano.
Anche a Birmingham erano lì, ad aspettarla all’arrivo. Perché Sofia ha marciato da sola lungo il percorso, ma verso questo traguardo non è mai andata da sola.
A 21 anni è già campionessa europea e primatista mondiale. Il futuro, a questo punto, non deve nemmeno correrle incontro: tanto Sofia lo raggiunge marciando.
Complimenti, Sofi. Da Soci al tetto del mondo, con il Casentino intero attaccato al pettorale.


