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Calice amaranto, il riposo dei guerrieri: ad Avellino s’è bevuto nelle coppette

Gli amaranto espugnano il Partenio con Cianci e Ionita dopo una prestazione di personalità. Dal “calice lungo” alle coppette di pressione: Bucchi sorprende l’Avellino e inaugura la Serie B con una vittoria

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Calice amaranto, il riposo dei guerrieri: ad Avellino s’è bevuto nelle coppette

Gli amaranto espugnano il Partenio con Cianci e Ionita dopo una prestazione di personalità. Dal “calice lungo” alle coppette di pressione: Bucchi sorprende l’Avellino e inaugura la Serie B con una vittoria

🍷 Il calice amaranto

Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.

Il giorno dopo Avellino-Arezzo restano un risultato pesante, tre punti e soprattutto la sensazione di aver visto una squadra capace di giocare un calcio da palati sopraffini.

L’Arezzo ha vinto 2-1 al Partenio, rimontando il gol segnato da Russo al 15’: pareggio di Cianci su rigore al 56’ e colpo di testa decisivo di Ionita al 90’. Un ritorno in Serie B, dopo diciannove anni, che più amaranto di così non si poteva immaginare. Sky Sport conferma risultato, marcatori e tempi della partita.

Eppure, già nei primi minuti, nonostante un paio di incursioni in contropiede dell’Avellino, si era capito che l’Arezzo non era arrivato in Irpinia per fare turismo calcistico.

Sala, Tavernelli, Arena e Ionita, sostenuti da un Iaccarino rapido e sempre dentro l’azione, portavano una pressione organizzata sui giocatori avversari. Una pressione che ha sconvolto i piani degli irpini e impedito loro di costruire con tranquillità.

Il vantaggio dell’Avellino è nato da una palla persa a centrocampo. Russo si è trovato nelle condizioni ideali per lasciare partire un tiro a effetto che ha sorpreso Nunziante. Un episodio che avrebbe potuto tagliare le gambe a una squadra appena tornata in Serie B. Invece l’Arezzo ha continuato a giocare.

E a giocare bene.

Gli amaranto hanno condotto a lungo la manovra attraverso passaggi rapidi, triangolazioni e continui scambi di posizione. Arena e Tavernelli hanno saltato più volte i rispettivi marcatori, creando occasioni per Sala, Ionita e Cianci. Alcune conclusioni sono state fermate da rimpalli e deviazioni fortuite; un’altra ha accarezzato il palo esterno.

Insomma, la porta sembrava aver messo il cartello: “Oggi si passa solo con autorizzazione”. L’Arezzo, però, ha insistito finché l’autorizzazione se l’è presa da solo.

Dal calice lungo alle coppette

La novità più interessante riguarda l’organizzazione tattica. Siamo passati dal tradizionale “gioco a calice”, con i lati piuttosto lunghi, a un sistema fatto di più “coppette”: piccoli triangoli mobili costruiti nelle varie zone del campo.

Sul versante di Sala si formava una prima coppetta con Arena e Cianci. Centralmente, Iaccarino rappresentava il vertice basso, con Sala e capitan Ionita pronti ad accompagnare la costruzione. Sul lato opposto era invece Ionita a sostenere le combinazioni con Tavernelli e Cianci.

Non erano figure immobili disegnate sulla lavagna. Le coppette si spostavano continuamente.

Quando Ionita e Sala entravano nella zona centrale, Righetti e Renzi avanzavano a sostegno del centrocampo. I due terzini potevano così sovrapporsi quando gli esterni offensivi si accentravano, garantendo ampiezza e nuove linee di passaggio.

Una struttura capace di produrre contemporaneamente pressione, costruzione e occupazione degli spazi. Chiamatela tattica moderna, chiamatela calcio posizionale oppure, come piace a noi, servizio completo di calici e coppette. L’importante è che alla fine il conto lo abbia pagato l’Avellino.

Dietro, mestiere e sicurezza

In difesa si sono fatti sentire il mestiere di Illanes e la reattività di Gilli. Entrambi hanno costruito un argine importante davanti a Nunziante, sempre agile tra i pali e apparso anche un po’ più sicuro con i piedi.

A patto che non cominci a prendere la rincorsa andando all’indietro: lì, per noi tifosi, il vino rischia di andare di traverso.

Renzi e Righetti non si sono limitati a difendere. Hanno accompagnato l’azione e dato continuità alle rotazioni del centrocampo, partecipando a quel meccanismo che ha permesso all’Arezzo di non abbassarsi neppure dopo lo svantaggio.

E il mister aveva già deciso

Del mister Bucchi ‘un dico niente. O quasi.

Alla vigilia mi domandò chi avrei fatto giocare tra Viviani e Iaccarino. Poi mi corresse, indicandomi quella che sarebbe stata la sua scelta iniziale.

Aveva spiegato che Gennaro aveva disputato soltanto pochi minuti con la squadra a Cagliari, ma la decisione di schierarlo dal primo minuto faceva capire una cosa: Bucchi voleva giocare per vincere.

E così è stato.

Iaccarino ha dato rapidità, pressione e geometria. Ionita ha diretto, lottato e infine segnato il gol della vittoria. Cianci ha trasformato il rigore conquistato da Arena e tutta la squadra ha dimostrato di non aver paura né del Partenio né della categoria.

Già nella passata stagione, passando da Guccione a Iaccarino, si era intravista l’evoluzione dal “calice lungo” al gioco a coppette. Ad Avellino quel sistema ha mostrato con maggiore chiarezza ciò che può offrire: pressione, costruzione e uomini sempre vicini al pallone.

Oggi per i guerrieri è il giorno del meritato riposo. Per noi tifosi, invece, è quello del replay mentale: il rigore di Cianci, il colpo di testa di Ionita e quel pallone che entra al novantesimo.

La Serie B è appena cominciata. Ma intanto l’Arezzo s’è già seduto al tavolo e ha ordinato da bere.

La formazione amaranto al Partenio. Foto: S.S. Arezzo, rielaborata con intelligenza artificiale  

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.
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