ANGHIARI – Un’apericena in fattoria, annunciata da settimane e arrivata al tutto esaurito, è stata annullata mezz’ora prima dell’inizio dopo un controllo dei carabinieri forestali e del servizio di prevenzione alimentare dell’Asl.
A riportare la notizia è il Corriere di Arezzo, secondo il quale durante l’ispezione sarebbero state contestate irregolarità igienico-sanitarie riguardanti la mancanza di alcuni permessi e autorizzazioni e l’assenza di tracciabilità per diversi alimenti.
In pratica, era tutto pronto: tavoli, atmosfera, campagna e clienti. Mancava soltanto quel particolare ingrediente che in Italia tiene insieme ogni ricetta: la carta giusta con il timbro giusto.
Il controllo, avvenuto nello scorso fine settimana nel territorio comunale di Anghiari, avrebbe portato alla contestazione di una sanzione, al sequestro degli alimenti interessati e alla sospensione temporanea dell’attività. L’appuntamento è così saltato quando gli ospiti erano ormai pronti a partire, o forse già in viaggio.
Una botta pesante per gli organizzatori, che avevano lavorato per settimane alla serata e raccolto numerose prenotazioni. Il danno economico si è aggiunto all’amarezza di dover comunicare sui social la cancellazione improvvisa dell’evento.
I titolari della fattoria, però, non avrebbero cercato scorciatoie polemiche né dichiarato guerra alla burocrazia, all’Asl, ai Forestali e probabilmente neppure al destino cinico e baro. Nel messaggio pubblicato online hanno riconosciuto di aver commesso errori di valutazione, presentato le proprie scuse e assicurato che l’esperienza servirà a organizzare diversamente le prossime iniziative.
Una reazione responsabile, soprattutto da parte di giovani che spiegano di voler riportare le persone in campagna e costruire qualcosa attraverso il proprio lavoro.
L’entusiasmo, però, non sostituisce le autorizzazioni e la genuinità non basta a certificare la provenienza degli alimenti. Le regole sulla sicurezza alimentare devono essere rispettate, anche quando il tagliere è rustico, il tramonto è spettacolare e il nome dell’evento contiene la parola “farm”.
Resta il paradosso di una serata nata per celebrare la semplicità della campagna e terminata dentro uno dei riti più tradizionali del nostro Paese: il verbale.
Gli organizzatori promettono di non mollare. La prossima volta, insieme a salumi, formaggi e vino, probabilmente metteranno in tavola anche una bella cartellina con autorizzazioni, tracciabilità e documenti. Meno romantica del cestino di vimini, ma assai più digeribile durante un controllo.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali. Fonte: Corriere di Arezzo
Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.


