Il rapporto tra la nostra salute e l’ambiente nel quale viviamo passa attraverso tre concetti: conoscenza, consapevolezza e coscienza.
La conoscenza nasce dall’acquisizione di informazioni e dall’esperienza. La consapevolezza ci permette di comprendere meglio noi stessi e ciò che ci circonda. La coscienza, infine, trasforma queste conoscenze in comportamenti e scelte.
Proviamo ad applicare questi concetti al rapporto tra il corpo umano e l’ambiente.
Conoscenza
L’ossigeno è indispensabile alla vita. Il cervello è particolarmente sensibile alla sua mancanza e, quando l’apporto di ossigeno viene interrotto, possono verificarsi danni gravissimi nel giro di pochi minuti.
In fisiologia viene utilizzato un valore convenzionale chiamato MET. Un MET corrisponde approssimativamente al consumo di ossigeno di una persona seduta e a riposo ed è tradizionalmente indicato in circa 3,5 millilitri di ossigeno per chilogrammo di peso corporeo al minuto.
Per una persona di 72 chilogrammi il calcolo teorico dà circa 252 millilitri di ossigeno consumato al minuto. Se quel consumo rimanesse costante per ventiquattro ore, si arriverebbe a circa 363 litri al giorno.
È però importante capire bene cosa rappresenta questo numero.
Non è la quantità di ossigeno che una persona deve necessariamente respirare ogni giorno, né costituisce una prescrizione sanitaria. È una stima convenzionale del consumo metabolico a riposo, che cambia con l’età, le caratteristiche individuali e soprattutto con l’attività svolta.
Consapevolezza
Sapere che il nostro organismo dipende continuamente dall’ossigeno ci permette di comprendere quanto siamo legati all’ambiente.
L’aria che respiriamo contiene ossigeno prodotto attraverso la fotosintesi da piante, alberi e organismi fotosintetici terrestri e acquatici.
Ma anche qui bisogna evitare una semplificazione troppo invitante: non esiste una quantità fissa di ossigeno prodotta ogni giorno da “un albero”.
Un giovane albero e un grande albero adulto non producono la stessa quantità. Contano la specie, la superficie delle foglie, la crescita, il clima, la stagione e lo stato di salute della pianta.
Per questo non possiamo trasformare il nostro fabbisogno di ossigeno in un numero preciso di alberi necessari a mantenerci in vita.
Coscienza
La conclusione, però, non cambia. Anzi, diventa più forte.
Gli alberi non sono importanti soltanto perché partecipano al ciclo dell’ossigeno.
Contribuiscono ad assorbire carbonio, mitigano le temperature urbane, intercettano parte degli inquinanti atmosferici, trattengono acqua, proteggono il suolo, offrono habitat alla biodiversità e migliorano la qualità degli ambienti nei quali viviamo.
Il nostro corpo non è separato dall’ambiente.
La salute degli esseri umani, degli animali, delle piante e degli ecosistemi è strettamente collegata. È proprio questo il principio alla base dell’approccio One Health.
Conoscere questi rapporti significa diventare consapevoli delle conseguenze delle nostre scelte.
E dalla consapevolezza dovrebbe nascere una coscienza ambientale capace di andare oltre lo slogan.
Non possiamo stabilire che ciascuno di noi abbia bisogno esattamente di diciotto alberi.
Possiamo però capire che una città con più alberi sani, più biodiversità e un ambiente meglio tutelato è una città nella quale, molto semplicemente, si vive meglio.


