Le emozioni fanno parte della nostra biologia, ma sono influenzate anche dall’ambiente, dalle esperienze personali e dalla cultura in cui viviamo.
Paura, rabbia, tristezza, gioia, disgusto e sorpresa appartengono a una delle classificazioni delle emozioni più conosciute. La ricerca scientifica, tuttavia, non considera definitivamente stabilito che le emozioni umane possano essere ridotte soltanto a queste sei categorie. Modelli diversi ne individuano infatti un numero differente e attribuiscono grande importanza anche all’esperienza individuale e culturale.
Resta però un dato fondamentale: quando proviamo un’emozione non è coinvolta soltanto la nostra mente. È coinvolto tutto il corpo.
Il corpo partecipa alle emozioni
Le emozioni coinvolgono diverse aree cerebrali e il sistema nervoso autonomo, cioè quella parte del sistema nervoso che regola molte funzioni senza richiedere un nostro comando cosciente.
Il battito cardiaco può accelerare, cambia la respirazione, varia la tensione muscolare e possono modificarsi altre funzioni dell’organismo.
Paura e ansia, per esempio, possono attivare risposte del sistema nervoso simpatico. Allo stesso tempo, le informazioni provenienti dagli organi e dal resto del corpo raggiungono continuamente il cervello e contribuiscono alla nostra esperienza emotiva.
Non siamo quindi semplicemente una mente che impartisce ordini a un corpo.
Corpo e cervello dialogano continuamente.
È quella che potremmo definire una forma di umiltà biologica: una parte importante della nostra vita avviene senza che possiamo controllarla direttamente con la volontà.
La gioia e l’equilibrio della persona
Tra le emozioni, la gioia occupa un posto particolare.
Possiamo considerarla qualcosa di diverso dalla semplice soddisfazione provocata da un avvenimento favorevole.
La felicità può essere legata a un momento: una buona notizia, un successo, un incontro, un desiderio realizzato.
La gioia può invece essere vissuta come una condizione più profonda di benessere e di armonia personale.
Non esiste naturalmente un’equazione biologica secondo cui essere fisicamente sani significa automaticamente essere gioiosi. Le emozioni dipendono da moltissimi fattori psicologici, sociali, ambientali e biologici.
Ma il nostro stato corporeo e quello emotivo non sono mondi separati.
Beethoven e l’Inno alla gioia
Non è casuale che uno dei simboli musicali più conosciuti d’Europa sia legato proprio alla gioia.
Ludwig van Beethoven inserì nella sua Nona Sinfonia il testo dell’Ode alla gioia, scritto dal poeta Friedrich Schiller nel 1785.
Nel 1972 il Consiglio d’Europa adottò il tema musicale come proprio inno e nel 1985 i leader della Comunità europea, oggi Unione europea, lo adottarono come inno ufficiale.
L’inno europeo è strumentale, senza parole, e secondo la definizione ufficiale dell’Unione europea rappresenta gli ideali condivisi di libertà, pace e solidarietà.
L’idea dell'”armonia” tra persone e Stati può essere una suggestiva lettura simbolica, ma non va attribuita come definizione ufficiale dell’Unione europea.
Gioia e spiritualità
La gioia può aprire anche una riflessione sulla dimensione spirituale dell’essere umano.
Spiritualità e religione non sono necessariamente sinonimi. Una persona può vivere una propria dimensione spirituale indipendentemente dall’appartenenza a una religione.
Possiamo interrogarci anche sul rapporto tra questa dimensione e la nostra natura biologica.
La capacità umana di attribuire significato alla propria esistenza, di sviluppare relazioni, valori, aspirazioni e una percezione che vada oltre l’immediata esperienza materiale rappresenta uno degli aspetti più complessi della persona.
Affermare che la spiritualità “nasce dalla biologia” resta però una interpretazione filosofica e antropologica, non una conclusione scientifica definitivamente dimostrata.
Ed è forse proprio qui che la biologia incontra una delle domande più antiche dell’uomo: siamo fatti di materia, ma siamo capaci di dare alla materia un significato.
Le emozioni non sono nostre nemiche
Paura, rabbia, tristezza, disgusto e sorpresa non sono errori del nostro organismo.
Sono risposte che hanno accompagnato la storia evolutiva dell’essere umano e che possono aiutarci a reagire all’ambiente e alle situazioni che incontriamo.
Anche la gioia appartiene alla nostra esperienza.
Conoscere meglio le emozioni significa quindi conoscere meglio il rapporto continuo tra cervello, corpo, ambiente e vita personale.
Non possiamo comandare ogni risposta biologica.
Possiamo però imparare a riconoscerla, comprenderla e gestirla meglio.
Ed è forse proprio questa consapevolezza uno dei modi più concreti per cercare quell’armonia tra corpo e psiche che chiamiamo benessere.


