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Arezzo, Giostra del Saracino, Hellas Verona-Arezzo

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Arezzo, Giostra del Saracino, Hellas Verona-Arezzo

🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.

Domenica ad Arezzo ci saranno due Giostre.

La prima comincerà alle 17, quando fanti e cavalieri delle nobili casate entreranno in Piazza Grande per la 150ª edizione della Giostra del Saracino.

Porta del Foro arriva con il morale alto dopo aver vinto la Prova Generale, superando Porta Sant’Andrea allo spareggio. Ma domenica si ricomincia da zero: il Buratto, come il pallone, ha la brutta abitudine di non riconoscere i risultati del venerdì.

Io, quanto a quartieri, potrei dichiararmi incompatibile con qualunque pronostico.

Sono nato in Santo Spirito, ho vissuto in Sant’Andrea e in Porta del Foro. Mio figlio, per completare l’opera e non lasciare nessuno scontento, era di Porta Crucifera.

In famiglia ci siamo praticamente divisi Arezzo come alla Conferenza di Yalta.

Per questo, davanti alla Giostra, il mio cuore ha sempre avuto qualche problema amministrativo.

Nel calcio, invece, no.

Lì il colore è uno solo: amaranto.

Ed ecco la seconda Giostra.

Alle 17.15, mentre in Piazza Grande qualcuno starà già facendo i conti con lance, carriere e tabellone, al Bentegodi l’Arezzo comincerà la sua sfida contro l’Hellas Verona.

Due città medievali, due arene, due eserciti e parecchia gente convinta che novanta minuti o pochi secondi al galoppo possano condizionare l’umore di un’intera settimana.

La civiltà occidentale ha fatto progressi enormi, ma per fortuna non su tutto.

Verona, del resto, con le battaglie e gli amori tormentati ha una certa esperienza.

Fu la città degli Scaligeri, la signoria dei Della Scala che la governò per oltre un secolo.

E fu la patria di Catullo, che dedicò alcuni dei suoi versi più celebri all’amore tormentato per Lesbia, tradizionalmente identificata con la nobildonna romana Clodia.

“Odio e amo”, in sostanza.

Una frase che, tolto il latino, potrebbe stare tranquillamente sopra l’ingresso di qualsiasi curva.

Perché il tifoso fa esattamente questo.

La domenica giura che non ne può più.

Il lunedì critica l’allenatore.

Il martedì vende idealmente mezza squadra.

Il mercoledì studia la classifica.

Il giovedì ricomincia a crederci.

E la domenica successiva è di nuovo lì.

Catullo almeno aveva Lesbia. Noi abbiamo undici uomini che qualche volta sbagliano un passaggio di tre metri.

Sempre a Verona è ambientato anche l’amore più famoso della letteratura, quello di Romeo e Giulietta. Shakespeare rese immortale una storia che era già stata raccontata in Italia da Luigi da Porto e successivamente rielaborata da altri autori.

Un’altra vicenda di amore, sofferenza e ostacoli apparentemente insormontabili.

Praticamente un campionato di Serie B.

E così domenica Arezzo vivrà una coincidenza curiosa.

Alle 17 i cavalieri contro il Buratto.

Alle 17.15 gli amaranto contro il Verona.

In Piazza Grande si correrà per la Lancia d’Oro.

Al Bentegodi per tre punti che, essendo settembre, non saranno d’oro ma è bene cominciare a metterli da parte prima che a primavera costino il doppio.

Nel settore ospiti ci saranno almeno 469 tifosi amaranto, il dato della prevendita comunicato venerdì. Nonostante le limitazioni previste per la trasferta, porteranno ad Arezzo una rappresentanza tutt’altro che simbolica.

A guidare la squadra ci sarà ancora quel colore che, a differenza dei quartieri, non mi ha mai costretto a scegliere.

Sono nato gialloblù.

Ho vissuto biancoverde.

Poi giallocremisi.

Ho avuto un figlio rossoverde.

Ma davanti a un pallone sono sempre stato e resterò amaranto.

Domani, dunque, ad Arezzo correranno due Giostre.

Una contro il Buratto.

L’altra contro il Verona.

Per la prima, vinca il migliore.

Per la seconda non scherziamo nemmeno.

Forza Arezzo!

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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