🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.
A me questo modo di giocare piace.
Quel calcio fatto quasi a coppette, con movimenti collegati, uno che esce e uno che copre, pressione immediata, recupero e ripartenza.
E poi una cosa antichissima che nel calcio moderno ogni tanto sembra diventata rivoluzionaria:
tirare in porta.
Il possesso palla è utile se serve a qualcosa. Se diventa la collezione Panini dei passaggi, con 622 tocchi e il portiere avversario che nel frattempo può farsi il sudoku, interessa parecchio meno.
Per vincere bisogna arrivare davanti e provarci.
L’Arezzo di Bucchi sembra costruito proprio per questo: verticalità, pressione, giocatori che possono cambiare posizione e parecchie alternative offensive.
Adesso bisogna vedere quanto questo progetto regge quando dall’altra parte trovi squadre che la Serie B la conoscono bene.
Verona è già un bel metro
Il Bentegodi arriva al momento giusto.
L’Hellas ha cominciato il campionato con un pareggio e una sconfitta, mentre l’Arezzo ha già mostrato entrambe le proprie facce: vittoria 2-1 ad Avellino e sconfitta 2-3 contro il Palermo.
Se vogliamo divertirci con i precedenti, gli amaranto arrivano da tre vittorie consecutive contro il Verona in Serie B. Al Bentegodi, invece, il bilancio storico racconta cinque partite: due successi veronesi, due pareggi e una vittoria dell’Arezzo.
Poi c’è Pietro Cianci, a segno nelle prime due giornate. Un altro gol gli permetterebbe di infilare tre partite consecutive a bersaglio in B, cosa che un amaranto non riesce a fare dai tempi di Daniele Martinetti nel 2006-07.
Non sarebbe male.
Specialmente perché le statistiche sono bellissime, ma diventano ancora più belle quando finiscono dentro la porta.
E intanto gli amaranto si muovono
Nel pomeriggio l’aggiornamento sulla prevendita indicava 469 biglietti già acquistati nel settore ospiti.
Sul fronte veronese risultavano 1.935 biglietti venduti, ai quali si aggiunge il dato dei 13.290 abbonamenti.
Insomma, il Bentegodi non sarà esattamente una riunione condominiale.
Ed è meglio così.
Perché questa squadra è stata costruita per la Serie B. Adesso deve cominciare a dimostrare quanto pesa davvero in Serie B.
Cutolo ha fatto il suo lavoro.
Bucchi ha parecchi pezzi a disposizione.
Ora basta metterli nel posto giusto, pressare, ripartire e tirare.
Possibilmente verso la porta. Perché anche il calcio moderno, alla fine, ha conservato questa vecchia fissazione.


