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All’ITIS in 34: più che una classe, una riunione condominiale

Una madre segnala una terza del Galileo Galilei di Arezzo composta da 34 studenti. La normativa prevede 30 alunni come tetto ordinario e consente scostamenti fino al 10%: il caso merita un chiarimento.

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All’ITIS in 34: più che una classe, una riunione condominiale

Una madre segnala una terza del Galileo Galilei di Arezzo composta da 34 studenti. La normativa prevede 30 alunni come tetto ordinario e consente scostamenti fino al 10%: il caso merita un chiarimento.

Una classe terza dell’ITIS Galileo Galilei di Arezzo composta da 34 studenti. È la situazione segnalata alla redazione dell’Ortica dalla madre di uno dei ragazzi che frequenteranno il nuovo anno scolastico.

La composizione delle classi è stata resa disponibile alle famiglie il 4 settembre attraverso il registro elettronico, esattamente come annunciato dalla scuola sul proprio sito. L’istituto aveva inoltre precisato già a luglio che l’assegnazione sarebbe stata comunicata nei primi giorni di settembre, in particolare per gli studenti delle prime e delle terze.

Ed è lì che, secondo la segnalazione arrivata all’Ortica, è comparso quel numero: 34.

Non proprio il gruppetto ideale per una briscola, figuriamoci per una classe di un istituto tecnico dove, oltre alle normali lezioni, ci sono laboratori, esercitazioni, interrogazioni, recuperi e attività che richiederebbero qualcosa di più sofisticato del metodo “stringetevi un po’ che ci si sta tutti”.

La madre teme conseguenze sulla qualità della didattica, sul tempo che gli insegnanti potranno dedicare ai singoli studenti e sull’utilizzo dei laboratori.

E pone una domanda tutt’altro che campata in aria: 34 studenti in una classe sono compatibili con le regole previste per la formazione delle classi?

Cosa dice la normativa

Il riferimento generale resta il DPR 81/2009. Per le classi iniziali della scuola secondaria di secondo grado il tetto ordinario è fissato a 30 studenti. Lo stesso regolamento consente, nella determinazione delle classi, una variazione fino al 10 per cento rispetto ai limiti previsti. Tradotto dal burocratese all’italiano: 30 più il 10 per cento fa 33.

Per gli istituti tecnici, inoltre, la formazione delle terze nelle articolazioni e opzioni attivate dal terzo anno segue il principio previsto per le classi iniziali del ciclo conclusivo.

Questo significa che una classe da 34 studenti appare oltre il normale quadro numerico previsto dalla normativa, compreso il margine del 10 per cento.

Non significa automaticamente che qualcuno abbia commesso un illecito. Potrebbero esistere circostanze amministrative specifiche, variazioni intervenute nella formazione dell’organico o altri provvedimenti che non risultano dalle informazioni pubblicamente disponibili.

Ed è proprio per questo che una spiegazione sarebbe utile.

E se nella classe ci fosse uno studente con disabilità?

Anche su questo punto conviene evitare il meraviglioso sport nazionale della normativa letta a metà.

Il DPR 81/2009 stabilisce che le classi iniziali che accolgono studenti con disabilità siano costituite “di norma” con non più di 20 alunni, quando la necessità della riduzione venga motivata in relazione alle esigenze formative dello studente e sia previsto uno specifico progetto di integrazione. Non è quindi un tetto automatico e inderogabile applicabile indistintamente a ogni classe in cui sia presente un ragazzo con disabilità.

Al momento, inoltre, non abbiamo elementi per affermare che nella classe segnalata siano presenti studenti con disabilità.

Il problema non si risolve indicando semplicemente il preside

La famiglia racconta di essersi già attivata per scrivere al dirigente scolastico. Ma la questione delle cosiddette “classi pollaio” non dipende soltanto dalle decisioni interne di una scuola.

La formazione delle classi deve infatti fare i conti con gli organici e con il numero di classi autorizzate dall’amministrazione scolastica. Ed è qui che la faccenda diventa molto meno divertente della battuta sul condominio.

La domanda da rivolgere all’amministrazione scolastica è quindi semplice:

quante classi sono state autorizzate all’ITIS Galileo Galilei per l’anno scolastico 2026/2027, a fronte di quanti studenti, e in base a quali criteri si è arrivati a una classe composta da 34 ragazzi?

La segnalazione sostiene inoltre che altre scuole superiori della città avrebbero ottenuto un numero di classi più favorevole rispetto agli iscritti. Su questo punto non abbiamo al momento elementi sufficienti per effettuare un confronto, e quindi lo lasciamo fuori dal campionato delle certezze.

Il dato che resta è quello denunciato dalla famiglia: 34 studenti dentro una terza.

Se il numero è corretto, merita una spiegazione prima ancora di una polemica.

Perché la scuola dovrebbe servire a formare ragazzi, non a verificare sperimentalmente quanti adolescenti entrano in un’aula prima che qualcuno debba sedersi sul davanzale.

L’Ortica resta disponibile a pubblicare eventuali chiarimenti dell’ITIS Galileo Galilei e dell’Ufficio scolastico territoriale di Arezzo.

Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali e una segnalazione ricevuta  alla redazione. Il numero di 34 studenti è riferito dalla famiglia e non è al momento verificabile attraverso fonti pubbliche.

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