Vocabolario Aretino (T)

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Vocabolario Aretino (T)

 

El vino è la poccia dei vecchi!

A B C D E F G I L M N O P Q R S T U V Z

TalianoItaliano.
TànghenoTanghero.
TarabarallaPoco male, “tra un discorso e l’altro tarabaralla abbiamo fatto tardi”.
TarpànoContadino Villano.
TatticoneIndividuo abile che con tattica ottiene cio che vuole.
TauccoPersona che vale poco.
TècchioSodo, grasso.
TegamePersona di poco valore.
Tegnère o ategnèreAttingere.
TejeTe.
TentelloniAndare a tentoni.
TentennoneColui che risolve adagio e conclude poco.
TignosoPignolo.
TinconeTonto.
Tògo GanzoDritto, Bravo, divertente, o, quando si apprezza qualcosa.
TohConsegnare con un certo impeto (tho piglia qui) tieni prendi qui.
TonfarePrendere a pugni. Battere
Tònio e Menco a TiatroTònio e Menco a Tiatro drento Rezzo
(da “L’Aretino” piccolo vocabolario 1987)‘l mi’ padrone, ce l’ava ditto da un pezzo, ce dette ‘l permesso de vire nel su’ palco.
Col mi Menco se s’arpulì, quando vinne quel giorno, e s’arivòe al Tiatro de Rezzo che s’era guasi soli.
Un’omarino un ce vuliva fa’ passére: ce diciva che ce vuliva il viglietto! Noialtri gni se disse che s’era d’acordo col padrone, ma toccò vire a un buttighino e fanne dua.Appena fatti s’artovòe quel còso che li vuliva stoppare.
S’erano compri alora e l’ava volsuto lù!, e ora ereno ‘ndua ch’ava chiamo un altro e gni diciva: “ Giaà!
L’emo apunto paghéti e ora se dano a tee!,” e li volseno e li strapponno e ce n’ardetteno un pizzittino.Doppo ce feceno salire su pe’ le schéle e s’entòe ‘nturun verone mezzo sbilenco.Era misso sur una specie de corte, ch’aiva tutte le finestre spalanchéte, co’ le seggiole adunéte in fila, e un du’ nn’era tonda aìveno rizzato un muro de’ panno.
‘L tempo era passo: c’era le genti co’ le donne un po’ spogliéte e l’òmini vistiti de nero.
Vicino a quel muro che s’è ditto, ‘ndù pòchi seghéveno e seghévono le corde ch’ereno sur un pezzo de legno a prusciuttino che tiniveno ‘ntur una spalla o apoggéto ‘n terra s’ereno grossi, e faciveno de’ sonini billini. Per sparagnare, come fa la mi’ Néna, spensero tutti quei lumi.Un omo cor un bastuncino ‘n mano s’era misso ‘n mezzo a quell’altri e l’ava fatti zittare.
Quande tutti stéveno zitti arcomincionno a sonére e quel muro acanto a noi dua se mosse: viniva sue e se vidde de l’altri òmini e de l’altre donne vistiti a l’antica, ch’ereno sur una stanza più alta, dreto ‘l muro che ‘n c’era piùe.
Da una buchina drento uno stabbiulino misso li davanti, viniva fora un po’ de capo e le mane d’un òmo che giréveno i fogli.
Subbeto comincionno a vociare co’ la gola aperta, tutti ‘nsieme e un po’ da sé, un se spieghéveno bene ma parecchio ardiciveno l’istesse cose. Tutto quel bercìo duròe un pezzo, un vir fora e un vir drento de quello e de quel’altro che ci aviveno sempre da urlére.
Parlére un parléva nissuni, e pù c’era la banda che ‘n s’era mai zittéta e loro gli toccava berciare sinnoé un se capiveno.

Per vi’ via pigliaveno guasi la rincorsa, arabbiati com’ereno, e doppo ‘nvece se fermaveno tra quelle tende, dreto, senza fa’ più niente: noi se vidiva bene dal palco del mi’ padrone.
S’era guasi stracchi de sentire quande amazzonno uno cor una stillettata; di colpo cadde e se vidiva ‘l manneco de fora.
Quello ch’era stéto se mise a fuggire, pù de colpo anco lù se fermòe subbeto dreto una di quelle tende, ma ‘n du’ c’era altra gente che ulli disse niente.
Entròe una guardia, sembrava che vulisse cercare l’assassino, l’ava lì a du’ passi e ullo vidiva.
Bociava bociava, bociava co’ la gola aperta e nissuno li diciva’ l su’ fatto e l’aiutéva.

‘L mi Menco ch’è d’intenduta, che lo misseno ‘n artiglieria, me guardòe, io lo viddi serio, e lu’ me disse: “ Tonio, gnene dico io!.”
“E’ lì dreto! ‘nguminciò a urlére è lì dreto!
E lo dicivo anch’io ci à la barba!
È lì che ‘n se mòve!”

Tutti s’azittonno, anche la banda capì e smiseno.
Tutte le genti se voltonno ‘n sue e ‘n se capiva quel che vuliveno da noi: chiameveno mugolaveno.
‘L mi fratello me disse: “imo fora! Imo fora!,
Sinnòe ce piglieran per tistimoni! Ce porteno con sé!” E se scappoe.

S’attornoe a chésa stracchi e disperéti, ma un se putiva di’ più niente a nissuni.
‘L padrone se cercòe d’ull’arvedere per un pezzo.
Con Menco ogni tanto ce se guardéva ma un se parléva.
La Nena, la mi’ sposa, che ci-ava visto quei giorni, che stéva zitta, e unn’ava ditto mai niente, una volta, s’era noialtri tre soli, fece, mentre atizzéva ‘l foco per cocere la minestra, senza voltasse, ma co’ la voce che noi se sentisse: “l’orzo unn’è fatto pe’ somari!”.
Vagnene a fa’ capire a le donne ‘l Tiatro le genti e la legge!

Racconto ascoltato di persona molte volte in anni lontani e ricostruito in maniera fedele da: Alberto Basi

TopiniGnocchi di patate.
TopoBischero, fesso.
TorsoloneIndividuo, duro di mente.
TortoiataGran botta data con bastone.
TossaTosse.
TossiconeTosse rumorosa e continua.
TraicchèVia in senso figurato. “Prese el su’ traicchè e se n’andò”!
TrainellaPiccolo peso che si trascina, discorso scherzoso.
TramestìoMovimento rumoroso di piu persone.
TrampelléreEssere malfermo.
TramutéreTravasare o trasformare.
TràniaLagna, cantilena. “M’ha fatto n’a trània che un finiva più”!
TrappiareTrapelare, filtrare.
TrasciconiStrasciconi.
TraspìggereScalpicciare.
TraventareGettare forte, lanciare violentemente.
TreggiaCarro agricolo rudimentale.
TrèmotoRagazzo vivace che non sta mai fermo.
TresconeBallo con frequente scambio di dama.
TribbiareTrebbiare. Anche “mangiare voracemente”, con grande appetito.
TribunaleCosti quanto un… espressione: “Citto me costi quanto un tribunale”!
TrìcioloPezzetto minuscolo.
TrimbelloLembo strappato.
TrimbelloneCome brinsellone, giovanotto grande e grosso, fannullone.
TrimbellonePersona sporca, vestita di stracci.
TriminéreToccare continuamente con le mani. Usato spesso in senso negativo. “Smetti de triminére quela robba che te ‘nsuddeci tutto”! Cincischiare.
TrincataGrossa bevuta.
TrippataCaduta rovinosa sulla pancia.
TrippièdiArnese di ferro con tre appoggi che serve per cuocere il cibo nel focolare o da appoggio per scaldare le pentole.
TritélloCruschéllo, espressione, “cadere nel tritello”, sbagliare di grosso.
Tritìo(fare un) Ridurre in pezzi.
TrituréreTritare, macinare.
TroghèloMangiatoia per maiali.
TròglioBalbuziente.
TroiaioUna schifezza.
TrombaIl tubo per travasare il vino.
TronataBotta consistente, anche figurata “Che tronata!”
TufoneCazzotto violento.
TulNel.
Tur unIn un.
TurbèloNon limpido, non trasparente, torbido.
TuttoGioco, si preparano nove buche, piccole per terra, tre per fila ;
nella buca centrale si mettono tuti i soldi (la posta)
poi si tira a turno da una certa distanza, con una palla pesante, possibilmente di ferro, vince tutto chi fa entrare la palla nella buca,
piu difficile, quella con i soldi.
Tutto d‘en chjoccoImprovvisamente.

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