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Movida Fight Club ad Arezzo dove l’unica regola è che non ci sono regole

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Movida Fight Club ad Arezzo dove l’unica regola è che non ci sono regole

Marco Donati non è Lucia Tanti, la vicesindaca impegnata a valutare i se e i non se, dopo essere stata svegliata nel cuore della notte, dal comandante della Polizia Locale,  mentre il capo in Comune  di Scelgo Arezzo  ci va giù papalepale sul fatto grave di ieri sera, in centro, ed in primis esprime,  sul  ferimento del poliziotto locale, violentemente aggredito con una bottigliata in testa, “il più sincero augurio di pronta guarigione al vigile e la vicinanza alla Polizia Municipale” e, non secondariamente,  dà la stura a  ciò che pensano in tanti di noi e lo dice con una nettezza e  nitidezza da non ammettere replica alcuna:

“La città viaggia senza guida, senza un piano sulla sicurezza e una valutazione sulla tenuta sociale, senza progetti che coinvolgano “operatori di strada” per dialogare con i più giovani come accade a Siena, Grosseto e in altre città toscane”.

Arezzo è allarmata da una movida fight club in cui l’unica regola è che non ci sono regole, in un continuo susseguirsi di risse, aggressioni ed episodi di degrado, non più  tollerabili.

Anche queste sono parole sue, di Marco Donati, buon lettore del romanzo di Chuck Palahniuk o attento spettatore della sua versione cinematografica, ma l’analogia tra questo libro e/o film e la movida selvaggia in centro, serve all’esponente più rompiscatole dell’opposizione in Palazzo Cavallo per dire un’altra cosa ficcante, difficilmente smentibile:

“Molto di questo è il risultato di un’amministrazione distratta e poco presente”.  

Donati sottolinea come Scelgo Arezzo fosse pronta a dare suggerimenti e a proporre soluzioni dai banchi dell’opposizione,  ma “la maggioranza le ha bocciate, senza neppure aprire una discussione”.

Ora c’è la  proposta del sindaco Ghinelli e del Vice-Sindaco Tanti di usare la vigilanza privata ma, Donati, giustamente, fa osservare che questa misura  “rappresenta un ulteriore impiego di risorse pubbliche”, e, quindi, ne suggerisce un’altra.  Sapete quale?

“Iniziare finalmente ad amministrare la città a 250 giorni dalle elezioni”.

Qualcuno ha l’ardire di dire che questo amministratore,  già candidato a sindaco,  si sbaglia?

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Felice Cini
Felice Cini
Mi piacerebbe essere Tristano ma sono Felicino, vorrei essere qualcuno ma sono nessuno. Mi piacerebbe raccontare qualcosa di buono ma non ho argomenti. Vorrei un argomento positivo sul mondo che ci circonda ma non mi piace granché ciò che ci circonda. Scrivo su l'Ortica per la mia passione per ciò che non va bene. Mi assomiglia.
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