Emancipazione, sport e navigazione nella cultura etrusca
il gossip di Cesare Fracassi Nonostante la bassa statura media, gli Etruschi erano appassionati di attività sportive e le donne godevano di una sorprendente emancipazione. Abili navigatori, utilizzavano le tregge nei terreni paludosi e svilupparono una cultura avanzata che influenzò i Romani.
Emancipazione, sport e navigazione nella cultura etrusca
il gossip di Cesare Fracassi Nonostante la bassa statura media, gli Etruschi erano appassionati di attività sportive e le donne godevano di una sorprendente emancipazione. Abili navigatori, utilizzavano le tregge nei terreni paludosi e svilupparono una cultura avanzata che influenzò i Romani.
I VERDI E I SOLITI FIORENTINI I primi che fecero delle opere idrauliche nelle nostre zone furono gli Etruschi, deviarono l’Arno Tiberis verso il Valdarno allargando la strettoia e ponendo dei massi di granito grossetano a difesa della piana di Arezzo da inondazione e sfruttando molte terre della stessa Valdichiana rese coltivabili.
Queste opere primarie non bastarono a salvare Roma dalle piene del Clanis, del Topino e del Nera e dello stesso Paglia, e già nel 15 d. C, fu proposto in senato di creare casse di espansione e dighe di terra a contenimento dei fiumi affluenti del Tevere, e allargare il porto fluviale nel Paglia proprio a Pagliano, vicino ad Orvieto.
Vi furono delle dimostrazioni proprio di fronte all’assemblea romana di gente di Rieti di Terni, e degli stessi fiorentini, questi utimi avevano paura che il Clanis, ostruito, convogliasse dopo le acque in esubero nell’Arno Fiorentino, ma gli stessi romani, i curatores acqae, genio civile idraulico, avevano previsto anche una cassa con colmata in zona Montevarchi, SanGiovanni.
Lo studio di bonifica fu poi ripreso con il Sacro Romano Impero e nel 1115 con la chiusa dei Monaci e con la costruzione della diga di Carnaiola e il Muro grosso già, senza tanto clamore, parzialmente eretto da militari imperiali. Conclusione se nel 15 d. C. avessero dato ascolto ai curatores, nel 1966, non sarei andato a Firenze con i medicinali dell’ingrosso del Grandi.
LE DONNE E I GIOCHI DEGLI ETRUSCHI La razza etrusca non era alta, la donna misurava in media 155 cm e l’uomo 1,60 cm, tuttavia molti praticavano attività sportive: la corsa semplice o con il peso delle armi, il lancio del giavellotto, e del disco, lotta, il tutto era per tenersi in forma per eventuali battaglie contro altri popoli e fra di loro.
Importante fu l’introduzione delle corse con i cavalli, come in alcuni bassorilievi viene rappresentato. A queste attività ludico sportive potevano assistere liberamente anche le donne, non sottoposte né a tutela dei padri o di altri e partecipavano alla vita pubblica, ai convivi, e cosa inaudita per quei tempi potevano bere il succo d’uva, e contribuivano alla vita politica dei mariti.
La cura della persona degli etruschi era rinomata e fu di insegnamento per gli stessi romani e i popoli da quest’ultimi assoggettati. Le pettinature, i gioielli, i profumi, e la gli abiti, tutta moda è nata in Etruria o Tuscia. La fermentazione delle uve importata forse da Creta, la lievitazione dei cereali forse dall’Egitto, tutto il sistema di vita poneva gli Etruschi 3000 anni avanti il suo tempo, sia da un punto di vista di emancipazione del genere femminile, quanto nella politica, infatti ben presto per difendersi da altri popoli formarono una confederazione etrusca, dove ogni anno veniva alternato al comando il Lucumone o Re di ciascuna delle città confederate.
GLI ETRUSCHI NAVIGATORI CON POCHE RUOTE La Tuscia e le altre zone abitate in centro italia dagli Etruschi, erano terreni per lo più acquitrinosi se non paludosi, i cui i mezzi di trasporto più utilizzati erano le tregge, che nei bassi fondali potevano essere trainate, dove invece le ruote, si impantanavano. Di contro erano abili navigatori fluviali, in quanto i carichi in imbarcazioni potevano essere assai maggiori. Un attracco importante era nei pressi del Sodo, per la città di Cortona, la stessa località il Porto per Chiusi e il Muretto di San Giuliano per Arezzo. Il Clanis era navigabile e si poteva arrivare tramite il Paglia fino al Tevere e poi fino a Roma!.
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.
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