Un incidente stradale ha portato alla luce un sorprendente frammento di storia cittadina. In via Guido Monaco, di fronte al Palazzo delle Poste, l’urto di un mezzo pesante contro il cordolo del marciapiede ha provocato il cedimento dell’asfalto, aprendo una vera e propria voragine.
Nel sottosuolo è emersa una cisterna risalente al XV secolo, probabilmente utilizzata dai frati francescani per irrigare il grande orto che si estendeva dalla Basilica di San Francesco fino quasi a via Garibaldi. L’orto, coltivato durante il periodo della peste che colpì Firenze e dintorni, veniva irrigato con l’acqua della cisterna, che secondo le fonti dell’epoca era considerata “sana” e forse proprio per questo Arezzo fu risparmiata dall’epidemia.
Un documento particolarmente interessante è una lettera di frate Bartolomeo, guardiano del convento di Arezzo, indirizzata al suo padre spirituale Francesco. Nella missiva si legge:
«Mandovi una libra e venti once di seme di charote (con la h). Non si potria dire con quanta difficoltà se ne trova, però che questi fiorentini – spirito campanilistico – n’hanno comprato quanto han trovato e mandato a Firenze, e certo ce ne mecteranno grande charestia.»
Il frate, grato per un dono ricevuto – una “pianeta” (veste liturgica) tanto bella da essere “indescrivibile con parole e penna” – ricambiava con semi di carote coltivate nel fertile terreno irrigato dalla cisterna.
Ora resta da chiedersi: si provvederà rapidamente alla messa in sicurezza e valorizzazione del sito, o finirà per restare abbandonato, come accaduto in passato nella zona dei Bastioni?


