Otto lavoratori in nero, gravi carenze in materia di salute e sicurezza, mancata formazione e assenza di sorveglianza sanitaria. È questo il quadro emerso dai controlli effettuati dal personale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro (Itl) di Arezzo, che ha portato alla sospensione dell’attività per quattro imprese della provincia: due aziende manifatturiere e due pizzerie.
Le verifiche, mirate a contrastare il lavoro irregolare e garantire la tutela dei lavoratori, hanno fatto emergere situazioni critiche. In una delle aziende manifatturiere, gli ispettori hanno trovato quattro lavoratori irregolari, di cui tre impiegati senza possedere i requisiti richiesti. Nell’altra azienda, entrambi i dipendenti erano privi di un contratto di lavoro regolare.
Non meno gravi le situazioni riscontrate nel settore della ristorazione. In due pizzerie dell’Aretino, è stata accertata la presenza di un lavoratore in nero per ciascun locale.
“In tutte le realtà controllate – spiegano dall’Ispettorato – sono emerse violazioni in materia di salute e sicurezza, tra cui la mancata formazione e informazione del personale e l’omessa sorveglianza sanitaria”.
L’intervento si è concluso con una maxi sanzione: circa 30.000 euro in sanzioni amministrative e ulteriori 15.000 euro in ammende relative alle violazioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le attività sospese potranno riaprire solo dopo la regolarizzazione delle posizioni lavorative e l’adozione delle misure necessarie per garantire la sicurezza dei dipendenti.


