HomeCultura e memoriaArezzo celebra Marino Marini: una grande mostra tra arte, storia e modernità

Arezzo celebra Marino Marini: una grande mostra tra arte, storia e modernità

Oltre cento opere tra pittura e scultura raccontano il percorso umano e artistico di Marino Marini nella grande mostra allestita ad Arezzo

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Arezzo celebra Marino Marini: una grande mostra tra arte, storia e modernità

Oltre cento opere tra pittura e scultura raccontano il percorso umano e artistico di Marino Marini nella grande mostra allestita ad Arezzo

Sarà inaugurata il prossimo 4 luglio ad Arezzo la grande mostra “Marino Marini. In dialogo con l’uomo”, un’imponente antologica dedicata a uno dei maestri più influenti della scultura del Novecento. L’esposizione, che proseguirà fino al 2 novembre 2025, presenterà oltre 100 opere tra dipinti, bronzi, gessi e sculture monumentali, distribuite in due prestigiose sedi: la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea e la Fortezza Medicea.

Promossa dal Comune di Arezzo e dalla Fondazione Guido d’Arezzo, con la curatela di Alberto Fiz e Moira Chiavarini, il coordinamento scientifico di Alessandro Sarteanesi, e la progettazione dell’associazione culturale Le Nuove Stanze e di Magonza, la mostra rappresenta un punto culminante del percorso di valorizzazione dell’arte del Novecento già intrapreso dalla città.

Il progetto si articola in due percorsi complementari: alla Galleria Comunale saranno esposti i dipinti, i gessi e i bronzi che raccontano la ricerca stilistica e tematica di Marini, mentre la Fortezza ospiterà le opere di grande formato e le celebri sculture equestri. I prestiti provengono dalle due principali istituzioni dedicate all’artista: il Museo Marino Marini di Firenze e la Fondazione Marino Marini di Pistoia.

Un aspetto centrale dell’allestimento è il dialogo tra antico e moderno. Accanto alle opere di Marini sono esposte per la prima volta alcune sculture ellenistiche rinvenute ad Arezzo, provenienti dal Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate”. L’accostamento con capolavori pittorici del maestro – come Le vergini (1916) e La zuffa di cavalieri (1927, in prestito dagli Uffizi) – rafforza il confronto con la classicità e in particolare con Piero della Francesca, le cui celebri Storie della Vera Croce si trovano nella vicina chiesa di San Francesco.

Il percorso tematico della mostra include sale dedicate a cicli fondamentali come le Pomone, i Gridi, i Ritratti e i Giocolieri, evidenziando l’evoluzione del linguaggio marinese da un’armonia formale iniziale verso una tensione espressiva crescente, fino all’astrazione. Particolare attenzione è rivolta al dialogo tra pittura e scultura, come esemplificato dall’accostamento tra Studio per Miracolo (1953-54) e Orfeo (1956).

Nella Fortezza Medicea, lo spettatore potrà immergersi nella potenza delle opere monumentali come il Cavaliere (1949-50) e Miracolo (1952), testimoni di una poetica scultorea che fonde tensione drammatica, forza primitiva e spiritualità moderna.

Il catalogo bilingue edito da Magonza, con saggi dei curatori e testi critici di Luca Pietro Nicoletti e Giovanni Curatola, accompagna il percorso espositivo. Le immagini dell’allestimento sono a cura di Michele Alberto Sereni.

Non manca un ricco programma di attività didattiche dedicate al pubblico più giovane, che potrà scoprire l’universo poetico e formale di Marini attraverso laboratori e percorsi

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