“Mi butta giù il telefono, mi spintona… e voleva pure le foto! Ora gliele stampo sul muso!
AREZZO — Ore 9.45, via della Fiorandola: il tranquillo ritorno a casa in bicicletta del nostro eroe quotidiano, Alessandro Benci, si trasforma in una puntata di “Nonni Incazzati e Motorizzati”.
Pedala tranquillo, respira aria fresca e cosa ti trova davanti? Un’auto che entra a razzo sulla ciclabile, manco stesse partorendo nel cofano. Frenata all’ultimo secondo, bestemmia trattenuta per miracolo, e il ciclista si limita a un civico “Ma cosa fa?!” – risposta del pilota d’assalto? “Perché? Certo che ci sto!”. Certo che ci stai… come un cinghiale su un’altalena!
Alessandro prende il telefono per immortalare la scena e chiamare la polizia, ma il nonnino alla guida decide che è il momento giusto per fare il Bruce Lee dei poveri: esce dalla macchina e lo minaccia – testuali parole – “Ora te le faccio io le foto!”. Con una manata butta giù il telefono, spintoni, tentativi di atterramento stile wrestling geriatrico. Una scena degna di “Fast & Furius: la terza età”.
Mentre il ciclista cerca di spiegare tutto al 112, il vecchio Rambodriver se la dà a gambe levate – pardon, a ruote levate – dileguandosi come un nonno ninja.

“La cosa che più mi ha colpito” – scrive Alessandro su Facebook – “è vedere un signore attempato cercare di usare la violenza fisica per difendere il suo presunto diritto di invadere la ciclabile.” Forse voleva portare i nipoti a scuola direttamente in Formula 1.
Querela in arrivo (domani però, oggi c’era la fila e doveva andare a prendere il figliolo). Intanto, messaggio chiaro: ciclabili sono fatte per le bici, non per i bimbiminkia con la patente vintage!
E al prossimo che gli taglia la strada… Alessandro lo immortala. Ma stavolta col drone.


