Arezzo ormai ha fatto il colpaccio: dopo essersi guadagnata il titolo di Capitale Mondiale della Monnezza e dell’Ingegno dei Disgraziati (vedi qui), adesso punta dritta a diventare anche Capitale Italiana del Tombino Intasato. Un titolo prestigioso, che la città si sta sudando – anzi: bagnando – metro dopo metro.
Non serve aspettare le piogge torrenziali d’inverno (quelle che ti fanno attraversare le strade in canotto, (vedi qui): ad Arezzo basta una fontanella. È il caso del Parco Giotto, ormai più famoso per le pozzanghere permanenti che per le aiuole (quelle, poverine, abbandonate a se stesse).
La foto che vedete qui sopra non è una scena di Venezia a luglio, ma una banalissima fontanella di Arezzo, dove per bere un sorso d’acqua devi prima immergere i piedi. Un’idea geniale per chi vuole rinfrescarsi tutto il corpo, partendo dal basso. E il bello è che il servizio è gratuito: pediluvio incluso nel prezzo della sete.
Il tombino? C’è, ma è solo decorativo. Probabilmente pensato per dare un tocco urban-chic al laghetto che si forma attorno alla fontanella. L’amministrazione, dal canto suo, fa sapere che stanno lavorando alla “riqualificazione del Parco Giotto” (partita dalla brillante idea di farci un campeggio abusivo, (vedi qui).
I cittadini ringraziano, felici di poter finalmente immergere i piedi nell’acqua dopo una calda giornata estiva, senza dover spendere un euro alle terme.
Prossimi step: doccia pubblica a spruzzo dai bidoni della spazzatura e idromassaggio fai-da-te nelle buche delle strade.


