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A scuola di affetività? Macchè, meglio lasciarli studiare su Pornhub

Quando a “educare” ci pensa l’internet zozzo

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A scuola di affetività? Macchè, meglio lasciarli studiare su Pornhub

Quando a “educare” ci pensa l’internet zozzo

Le Donne Democratiche han tirato fuori un comunicato che, a leggerlo, vien quasi da domandassi: “Ma ‘un sarà mica troppo di buon senso per la politica italiana?”
Dal 1975, dicon loro, in Parlamento s’è presentato più di 34 proposte per insegnare un po’ di educazione sessuale e affettiva nelle scuole. Trentaquattro.
Risultato? Manco una approvata.
Che già ce lo si immagina l’onorevole di turno: “Oh no, signora mia, l’educazione sessuale a scuola no, sennò poi i ragazzi diventano informati!”

Nel frattempo, continua il comunicato, i numeri ci menano come un ceffone dato dalla zia quando si sbagliava porta: una ragazza su tre becca violenza psicologica in quelle relazioni da bischeri, e ogni tre giorni c’è un femminicidio fatto da uno che prima diceva “ti amo” e poi… insomma, ‘un ci vole spiegallo.

E la scuola?
Zitta.
Muta come un pesce lesso.
Mentre i ragazzi imparano tutto dall’online: porno, modelli tossici, maschi alfa da discount, dinamiche di sopraffazione che manco nei documentari sui gorilla dominanti. E così aumentano gravidanze precoci, malattie, gelosie tossiche, e risse sentimentali degne dei peggiori reality e nuove forme di violenza che prima nemmeno si sapeva come chiamarle.

Le Donne Democratiche ricordano che l’educazione sessuo-affettiva un è un optional, ma un diritto secondo l’ONU.
E qui scatta l’ironia: l’Italia l’ha ratificata, sì… come quando si firma il contratto della palestra e poi ‘un ci si va mai.

Il punto, dicon loro, è semplice: se ai ragazzi un gli si insegna nulla su affetti, rispetto e consenso, poi ‘un ci si può lamentare se credono che una relazione sana funzioni come nei video consigliati dopo mezzanotte.

Serve un percorso che parta dall’infanzia – non quando già ti sei formato su TikTok e sul cuggino tredicenne che “lui sì che la sa lunga”.
Serve parlare di parità, emozioni, cittadinanza, affettività.
Perché se la scuola tace, a parlare ci pensan altri: influencer strampalati, modelli distorti e algoritmi che ti mandano tutto fuorché ‘l buon esempio.

Insomma, concludono le Donne Democratiche:
se le Istituzioni continuano a fa’ le belle statuine, poi un ci si lamenti se i giovani crescono pensando che il consenso sia un bottone da cliccare.

Il succo è chiaro:
se ‘un s’insegna ai ragazzi come si sta al mondo, poi ‘un ci si lamenti se crescono convinti che un rapporto sano sia quello dove uno comanda e l’altra zitta e mosca.
Serve parlarne fin da piccoli, mica quando il cervello è già in mano agli algoritmi.

Perché, dicon loro, se la scuola tace…
a parlare ci pensa la rete.
E la rete, si sa, c’ha l’affidabilità educativa di uno zio alticcio al pranzo di Natale.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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