Nell’ambito dell’attività di prevenzione e contrasto della violenza in occasione delle competizioni sportive, la Polizia di Stato ha adottato due provvedimenti di DASPO su disposizione del Questore della Provincia di Arezzo, uno dei quali con obbligo di presentazione alla Polizia per la durata di cinque anni.
Il provvedimento più severo è stato emesso in relazione agli episodi verificatisi al termine dell’incontro di calcio Aquila Montevarchi – Grosseto, disputatosi il 18 gennaio 2026 presso lo stadio comunale “Brilli Peri”. In tale circostanza, un sostenitore della squadra locale si è presentato nell’area riservata al deflusso dei tifosi ospiti, iniziando a inveire, urlare e gesticolare nei loro confronti, esibendo provocatoriamente una maglia del Livorno. L’uomo è stato immediatamente fermato e identificato dalle Forze dell’Ordine impegnate nel servizio di ordine pubblico, risultando peraltro già destinatario di un precedente DASPO per fatti analoghi.
Il secondo provvedimento ha invece riguardato un dirigente accompagnatore di una squadra militante nel Campionato di Seconda Categoria, responsabile di un grave episodio ai danni dell’arbitro. Dopo essere stato espulso per proteste, il dirigente ha infatti infilato la bandierina all’interno dei pantaloncini del direttore di gara.
Considerata la particolare gravità della condotta, ancor più censurabile in quanto posta in essere da una figura che dovrebbe rappresentare un esempio di correttezza sportiva, nonché l’ampio risalto mediatico dell’episodio a livello locale e nazionale, il Questore di Arezzo ha disposto nei confronti del dirigente il divieto di accesso, su tutto il territorio nazionale, ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive di calcio per la durata di due anni, oltre alla sanzione sportiva già irrogata dal giudice competente.


