L’Agenzia delle Entrate rassicura: “State sereni, non è il Grande Fratello”. Però intanto ha passato al setaccio 17 milioni di contribuenti e ne ha trovati 200mila che col fisco giocavano a nascondino.
Di questi, 116mila la dichiarazione non l’hanno proprio mai vista (forse pensavano fosse facoltativa), mentre 86mila erano così invisibili che manco l’erario sapeva della loro esistenza. Roba da fantascienza, altro che intelligenza artificiale.
Il direttore Carbone giura: “Nessun automatismo, nessuna IA generativa”. Tranquilli. È tutto fatto a mano, con amore, pazienza e calcolatrice.
E siccome il fisco è buono e non vuole spaventare nessuno, nel 2026 partiranno 2,4 milioni di lettere di conformità. Non controlli, eh: “promemoria”. Tipo:
“Caro contribuente, forse hai dimenticato qualcosa. Tipo le tasse.”
Le lettere arriveranno a chi:
- ha “dimenticato” la dichiarazione (succede, come scordarsi il compleanno della suocera),
- non ha mai dichiarato nulla,
- sull’Iva emette fatture ma poi sparisce come Houdini.
Il messaggio è chiaro: prima ti ricordiamo, poi vediamo.
Tradotto dal burocratese: “Controllati da solo, così magari evitiamo di controllarti noi”.
Insomma, il fisco non ti cerca…
ti manda una lettera. Poi un’altra. Poi ti trova.
E alla fine, come sempre, paga chi c’è. Gli altri, per ora, fanno i fantasmi.


