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Fisco a strascico: “beccati 200mila furbetti”. Partono 2,4 milioni di letterine: “Non è un controllo, è solo un avvertimento (per ora)”

Il fisco rassicura: “Non è un controllo”. Intanto spedisce milioni di lettere e trova evasori anche sotto il tappeto

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Fisco a strascico: “beccati 200mila furbetti”. Partono 2,4 milioni di letterine: “Non è un controllo, è solo un avvertimento (per ora)”

Il fisco rassicura: “Non è un controllo”. Intanto spedisce milioni di lettere e trova evasori anche sotto il tappeto

L’Agenzia delle Entrate rassicura: “State sereni, non è il Grande Fratello”. Però intanto ha passato al setaccio 17 milioni di contribuenti e ne ha trovati 200mila che col fisco giocavano a nascondino.
Di questi, 116mila la dichiarazione non l’hanno proprio mai vista (forse pensavano fosse facoltativa), mentre 86mila erano così invisibili che manco l’erario sapeva della loro esistenza. Roba da fantascienza, altro che intelligenza artificiale.

Il direttore Carbone giura: “Nessun automatismo, nessuna IA generativa”. Tranquilli. È tutto fatto a mano, con amore, pazienza e calcolatrice.
E siccome il fisco è buono e non vuole spaventare nessuno, nel 2026 partiranno 2,4 milioni di lettere di conformità. Non controlli, eh: “promemoria”. Tipo:
“Caro contribuente, forse hai dimenticato qualcosa. Tipo le tasse.”

Le lettere arriveranno a chi:

  • ha “dimenticato” la dichiarazione (succede, come scordarsi il compleanno della suocera),
  • non ha mai dichiarato nulla,
  • sull’Iva emette fatture ma poi sparisce come Houdini.

Il messaggio è chiaro: prima ti ricordiamo, poi vediamo.
Tradotto dal burocratese: “Controllati da solo, così magari evitiamo di controllarti noi”.

Insomma, il fisco non ti cerca…
ti manda una lettera. Poi un’altra. Poi ti trova.
E alla fine, come sempre, paga chi c’è. Gli altri, per ora, fanno i fantasmi.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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