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Montevarchi, sospesa la decisione sul punto nascita

Il Ministero chiede nuovi dati sui tempi di percorrenza verso Arezzo: valutazioni sospese in attesa della documentazione della Regione

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Montevarchi, sospesa la decisione sul punto nascita

Il Ministero chiede nuovi dati sui tempi di percorrenza verso Arezzo: valutazioni sospese in attesa della documentazione della Regione

Punto nascita di Montevarchi, il Ministero congela la decisione: chiesta nuova documentazione sui tempi di percorrenza
Il Ministero della Salute sospende ogni valutazione sul punto nascita di Montevarchi e apre a un approfondimento istruttorio. Nessuna nuova deroga è stata concessa per ora, ma la decisione finale resta congelata in attesa di ulteriori documenti richiesti alla Regione Toscana.

A comunicarlo è stato il presidente della Regione, Eugenio Giani, dopo la risposta del ministro Orazio Schillaci. “La lettera ci dà un po’ di respiro”, ha dichiarato Giani ai giornalisti.

Il Ministero ha però escluso la possibilità di rivedere al ribasso la soglia minima dei parti annui – attualmente fissata a 500 per i punti nascita di primo livello e 1.000 per quelli di secondo livello – proposta avanzata dalla Regione nei mesi scorsi.

Resta invece aperta la possibilità di valutare le criticità legate alla viabilità tra il Valdarno e l’ospedale di Arezzo. Il Ministero ha chiesto una documentazione dettagliata sui tempi di percorrenza nelle diverse fasce orarie e un’attestazione aggiornata sui tempi di conclusione dei lavori stradali e autostradali in corso.

“È proprio su questo punto che avevamo chiesto la deroga – ha spiegato Giani – e il ministro si è detto disponibile ad approfondire. Forniremo rapidamente tutto il materiale richiesto. L’assessore ai trasporti e alle infrastrutture, Stefano Boni, è già al lavoro”.

Secondo la Regione, dalle zone settentrionali del Valdarno il tragitto verso l’ospedale di Arezzo può arrivare fino a un’ora e mezza. “Nel frattempo – ha aggiunto Giani – ogni valutazione è sospesa” e il punto nascita di Montevarchi continuerà a operare.

Il presidente guarda con fiducia anche ai dati demografici. Nei primi 45 giorni del 2026 all’ospedale di Montevarchi si sono registrati 73 parti. Se il trend fosse confermato, si arriverebbe a circa 570 nascite a fine anno, tornando sopra la soglia dei 500 dopo tre anni.

“È la dimostrazione che per il Valdarno non sono numeri irraggiungibili – ha sottolineato – ma in passato molte coppie hanno scelto di partorire ad Arezzo o a Firenze”.

Sei strutture sotto soglia in Toscana
Nel corso della conferenza stampa è stato fatto anche il punto sui 22 punti nascita attivi in Toscana: sei risultano sotto la soglia dei 500 parti annui.

Tre strutture – Ospedale di Portoferraio, Ospedale San Francesco di Barga e Ospedale del Mugello – operano già in regime di deroga ministeriale, in considerazione dell’isolamento territoriale e delle garanzie di sicurezza offerte. Nel 2025 si sono registrati 103 parti a Portoferraio, 164 a Barga e 295 a Borgo San Lorenzo.

Sotto soglia anche l’Ospedale Alta Val d’Elsa, gli Ospedali Riuniti della Val di Chiana e l’Ospedale Nuovo Valdarno, con rispettivamente 364, 332 e 453 parti nel 2025.

Resta sopra la soglia l’ospedale di Cecina, con 524 parti nel 2025, seppur vicino al limite minimo.

Infine, alle Policlinico Santa Maria alle Scotte, punto nascita di secondo livello, nel 2025 si sono registrati 803 parti, contro la soglia minima di 1.000 prevista per questa tipologia di struttura.

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