Sulla stazione dell’alta velocità Medioetruria c’è chi prova a guardare avanti e chi invece tira il freno a mano. Tra questi ultimi c’è il consigliere comunale Michele Menchetti, che torna a ribadire il suo “no” al progetto proprio mentre la città discute di infrastrutture e sviluppo.
CS Lista Indipendente Per Arezzo – Michele Menchetti ribatte sulla stazione Medioetruria_ “Quel post social ha una grafica insidiosa. Ecco perché sono contrario al progetto”.docx
Il consigliere se la prende con un post comparso sui social in cui vengono messe a confronto le posizioni dei candidati: verde per i favorevoli, rosso per i contrari. E lui, naturalmente, sta dalla parte del rosso. “Una grafica insidiosa”, la definisce, perché – dice – non spiega le motivazioni del suo voto contrario.
Motivazioni che Menchetti ribadisce ancora una volta: la stazione Medioetruria, secondo lui, rischierebbe di diventare una “cattedrale nel deserto”, un’opera enorme, costosa e dai tempi lunghi, con un impatto ambientale importante e con numeri di utenza ancora tutti da dimostrare.
Il suo “no” risale al Consiglio comunale e provinciale congiunto del 16 gennaio 2025 a Palazzo della Provincia. Una posizione che lo mette decisamente fuori dal coro rispetto a chi vede nell’alta velocità un’opportunità per il territorio.
Menchetti solleva dubbi su costi, tempi e collegamenti: come arriverebbero i cittadini alla nuova stazione? Ferro su ferro? Gomma su ferro? E soprattutto: cosa succederebbe se i fondi finissero a metà dei lavori? Il riferimento è alla vicenda della Due Mari, rimasta impantanata tra ritardi e rimpalli politici.
Intanto però il progetto Medioetruria continua ad alimentare il dibattito. Per molti rappresenta una grande occasione per collegare meglio il territorio alla rete dell’alta velocità; per altri, come Menchetti, è invece un investimento troppo rischioso.
Il consigliere indica anche una strada alternativa: potenziare i treni ad alta velocità che già fermano ad Arezzo e lavorare soprattutto per i pendolari. “Servono treni puntuali, decorosi e a prezzi accessibili verso Firenze e Roma”, sostiene, ricordando che non tutti possono permettersi i costi di un Frecciarossa.
Menchetti rivendica comunque di aver firmato la richiesta di un Consiglio comunale aperto sull’alta velocità, perché – dice – il confronto pubblico è necessario.
Resta però la distanza politica sul tema. Da una parte chi spinge per nuove infrastrutture e grandi opere, dall’altra chi invita alla prudenza. In mezzo, come spesso accade, i cittadini che aspettano risposte concrete: collegamenti migliori, tempi certi e progetti che non restino soltanto sulla carta.


