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Sanità toscana, Apa e Tanti: “Il buco da 80 milioni non ricada su Arezzo”

I rappresentanti aretini chiedono di rivedere il modello delle “aslone” e di garantire gli investimenti promessi per l’ospedale San Donato

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Sanità toscana, Apa e Tanti: “Il buco da 80 milioni non ricada su Arezzo”

I rappresentanti aretini chiedono di rivedere il modello delle “aslone” e di garantire gli investimenti promessi per l’ospedale San Donato

Il possibile piano di rientro dal debito di 80 milioni di euro della sanità toscana riaccende il dibattito sull’organizzazione del sistema sanitario regionale. A intervenire sono il consigliere comunale di Forza Italia Jacopo Apa e il vicesindaco di Arezzo Lucia Tanti, che chiedono attenzione affinché la situazione finanziaria non penalizzi ancora una volta il territorio aretino.

“La prossima settimana il Consiglio regionale si riunirà per pianificare le azioni necessarie a ripianare il debito di 80 milioni della sanità – dichiara Apa –. Una situazione che dimostra chiaramente il fallimento del modello organizzativo basato sulle tre grandi Asl, le cosiddette ‘aslone’, che avrebbero dovuto semplificare la gestione e migliorare l’utilizzo delle risorse, ma che invece hanno generato nuove criticità. La sanità aretina ha pagato queste scelte in modo evidente”.

Secondo il consigliere di Forza Italia è necessario vigilare affinché il piano di rientro non comprometta gli impegni presi dalla Regione nei confronti dell’ospedale San Donato e della città di Arezzo. “Parliamo dei 100 milioni di euro di risorse regionali destinati all’ospedale e degli oltre 4 milioni previsti per l’hospice, interventi annunciati da anni ma ancora non realizzati. Non vorremmo che Arezzo fosse ancora una volta sacrificata per ripianare i debiti della sanità toscana”.

Sul tema interviene anche il vicesindaco Lucia Tanti, che rilancia la necessità di rivedere l’attuale assetto organizzativo del sistema sanitario regionale. “Il Comune di Arezzo da anni segnala le criticità e i limiti della sanità toscana. Serve il coraggio, da parte dei consiglieri regionali, di aprire una nuova fase basata sull’ascolto dei territori e su una diversa organizzazione dei servizi sanitari”.

Tanti ricorda inoltre che il Comune di Arezzo aveva già proposto in passato un modello alternativo di organizzazione sanitaria, mai preso in considerazione. “Oggi è evidente il fallimento dell’attuale sistema, sia dal punto di vista delle risorse sia da quello dei servizi. Ci auguriamo che tutti i protagonisti della vita politica cittadina, anche in vista delle prossime elezioni amministrative, abbiano il coraggio di dire basta al modello delle ‘aslone’ e di chiedere alla Regione Toscana di chiudere definitivamente questo capitolo, evitando che i problemi finanziari del sistema ricadano ancora sulla città di Arezzo”.

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