Arezzo saluta con affetto Carlo Casi, scomparso all’età di 83 anni. Un volto familiare, una voce riconoscibile e rassicurante per generazioni di telespettatori, che per decenni hanno seguito il suo lavoro nel mondo dell’informazione locale.
Dirigente della Usl molto stimato, Carlo Casi ha coltivato parallelamente la sua grande passione per la comunicazione e il giornalismo. I primi passi nell’emittenza locale risalgono ai primi anni delle “radio libere”, quando conduceva su Radio Torre Petrarca un programma revival dedicato alle canzoni degli anni Sessanta, condividendo con gli ascoltatori ricordi, musica e racconti.
Dalla fine degli anni Ottanta e fino al 2018 è stato uno dei volti storici della videocronaca aretina su Teletruria. Con il suo stile garbato, la sua competenza e una passione autentica per il territorio, ha contribuito a raccontare la vita della città e della provincia, diventando negli anni una presenza familiare nelle case degli aretini.
Ha co-condotto la trasmissione Caffè Bollente e ha firmato numerosi programmi e approfondimenti sportivi. Amava raccontare la Giostra del Saracino, lo sport in tutte le sue forme, con un’attenzione speciale per quelle discipline spesso considerate “minori”, definizione che lui stesso non amava usare. Rugby, ciclismo, pallavolo, basket e atletica leggera erano per lui storie da valorizzare e da far conoscere al grande pubblico.
Tra tutte le sue passioni sportive, la boxe occupava un posto particolare nel suo cuore: uno sport che seguiva con entusiasmo, competenza e rispetto.
Con la scomparsa di Carlo Casi se ne va non solo un giornalista, ma una persona stimata e benvoluta, che ha saputo raccontare lo sport e la cronaca con passione, semplicità e umanità.
La salma è composta presso la camera mortuaria dell’ospedale San Donato di Arezzo. I funerali saranno celebrati lunedì nel Duomo di Arezzo.
Il direttore e tutta la redazione si stringono con affetto alla famiglia, esprimendo le più sentite condoglianze.


